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mercoledì 28 settembre 2016

...SEMI INTEGRALE IDRATATO AL 100%

Buongiorno...
Qualcuno si sarà accorto delle quasi 3 settimane di assenza dal blog e dai social.
Ma non potevo proprio dedicarmi ad una passione, quando in ballo c'è stato qualcosa di veramente importante come la mia famiglia!
Son stati dei giorni orrendi quelli appena trascorsi, di quei giorni che se avessi potuto premere il tasto DELETE lo avrei premuto senza indugi e risentimenti già una settimana e mezza fa.
Ma ora son qui, vi scrivo come solitamente il mercoledì son solita fare.
Certo è che non vi racconterò cosa sia successo, quello rimane tra me e la mia famiglia, ma vi confido che ora posso esser serena, che tutto sia andato nel migliore dei modi, e si spera che sia solo un brutto ricordo, nulla altro!

Il blog è anche un po' un "mio caro diario", quello che non son mai riuscita ad avere per timore che qualcuno potesse leggere le mie ansie e le mie paure, i miei desideri e le mie confessioni.
Da piccola parlavo ai peluches. Ora con i peluches ci dormo, ma scrivo su un blog.
Che non è poi così tanto normale a 28 anni, ma sicuramente è un gran bel passo avanti.
Perciò se entro nel blog per postare una ricetta, lo faccio racchiudendo all'interno tutte le mie emozioni, per questo ogni introduzione comprende una nuova storia, un nuovo racconto, una confessione personale e non, a seconda dei casi.

Così come faccio oggi. Vi voglio parlare del mio COMFORT FOOD preferito.
Ognuno di noi ne ha almeno uno. Purché ci siano persone che non son disposti ad ammetterlo.
Per definizione, con il termine "comfort" riferito al cibo, si intende la capacità che ha il cibo stesso di confortare, consolare e coccolare oltre che ristorare.
Abbiamo bisogno di quella determinata cosa da mettere sotto i denti a causa dello stress, di un momento di nostalgia o per colpa di un momento particolare della nostra vita.
Nel mio caso, non c'è nulla di più confortante di una pizza.
Mi fa pensare a serate passate in compagnia dei miei amici, ma soprattutto di mamma e papà.
Quando ero piccola non c'era settimana che non si concludeva con un'ottima cena in pizzeria o a casa con l'impasto fatto dalla zia. E che dire?
Onestamente non conosco gente a cui la pizza proprio non attira.
Che sia bianca, rossa, con verdure o con la carne, col pesce o senza nulla.
L'impasto della pizza mette d'accordo praticamente qualunque commensale si abbia intorno.

Col tempo ne ho provati veramente tanti, con differenti lievitazioni, farine e metodi di impasto, ma due giorni fa, ho voluto sperimentarne ancora un altro.
Un semi integrale, arricchito da semi vari e con un'idratazione al 100%.
All'inizio credevo fosse quasi impossibile, ma se avete una planetaria, beh, non lo è affatto.

Il risultato è un impasto moooorbidissimo, sano, leggero e facile da digerire.
Un impasto base quindi, da farcire poi a seconda dei propri gusti.
Nel mio caso, in purezza con pomodorini, olive ed origano.
Ecco la ricetta ed il procedimento.

Ciaooo, alla prossima.. ^_^
pizza integrale idratata al 100%

Ingredienti:

  • 500 gr di farina integrale
  • 100 gr di farina "00"
  • 500 + 100 ml d'acqua
  • 10 gr di lievito di birra
  • 1/2 cucchiaino di zucchero di canna
  • 15 gr di sale fino
  • 3 cucchiai d'olio d'oliva 
  • semi di lino q.b.
  • semi di sesamo q.b.
  • semi di papavero q.b.
Procedimento:
E' fondamentale iniziare ad impastare il lievitino.
CURIOSITA': mai sentito parlare degli impasti "indiretti"? Sono degli impasti che si creano in due tempi differenti. Prima si impasta il lievitino, si lascia lievitare per qualche ora. dopodiché si continua con i restanti ingredienti. La caratteristica principale del lievitino è che si impasta in proporzioni 1:1.
Unire le farine e una volta mischiate, misurarne 100 gr dal mix stesso.
In un contenitore versare 100 ml di l'acqua tiepida.
Scioglierci all'interno lo zucchero ed il lievito, leggermente sbriciolato con le mani.
ATTENZIONE: molti aggiungono in questo passaggio anche il sale, ma il lievito a diretto contatto con il sale perderà il suo potere lievitante.
Unire al liquido appena ottenuto i 100 gr di farina pesati prima.
Impastare questi ingredienti e quando si sarà ottenuta un impasto liscio e fluido, lasciarlo nel contenitore stesso, coperto da pellicola trasparente e lasciar lievitare per almeno 2 ore.
Trascorso questo tempo, il lievitino, che avrà raddoppiato le sue dimensioni, adagiarlo nel boccale dell'impastatrice, unire la rimanente farina ed azionare la macchina a velocità minima.
Unire poi la restante acqua, il sale, l'olio e tutti i semi.
Dopo che tutti gli ingredienti saranno stati aggiunti all'impasto, considerare circa 20/30 min di impasto a velocità media.
Il risultato sarà un impasto praticamente impossibile da gestire con le mani, perché troppo idratato, ecco perché è fondamentale l'utilizzo di un'impastatrice.
Trascorso il tempo di lavorazione, trasferirlo in un contenitore, coprirlo ermeticamente e tenerlo al caldo, in un ambiente privo di correnti e coperto da un plaid così da tenerlo quanto più possibile al caldo.
Una volta che l'impasto avrà moltiplicato le sue dimensioni, per me ci son volute 5 ore, trasferirlo nelle teglie leggermente unte e far lievitare ancora, posizionando le teglie nel forno spento.
Quando avrà terminato al lievitazione, l'impasto sarà pronto per la cottura preferita.

Io ci ho fatto sprofondare all'interno alcuni pomodorini e delle olive di Gaeta, le mie preferite.
Voi sbizzarritevi con i vostri ingredienti preferiti.


Voglio però mostrarvi nel dettaglio l'interno dell'impasto.
Dire che è super soffice è riduttivo.
A noi è stra-piaciuto!!!



F.ederica

domenica 12 aprile 2015

SOFFICE IMPASTO PER LA PIZZA

Ditemi un po', qual è il vostro impasto preferito?
Io l'ho sempre saputo, ma puntualmente quando lo preparavo  in casa, non veniva mai così come avevo sperato.
Ne ho provati tanti, ma questo.... beh, questo è il migliore di tutti.
Per anni ho mischiato farine, creando intrugli più che impasti: bianca e semola insieme, solo semola, kamut, ma poi mi son resa conto che l'equilibrio giusto stava più tra ingredienti secchi e liquidi, non soltanto nelle farine giuste.
Un'amica un giorno mi ha fatto assaggiare il suo impasto fatto in casa, mi era piaciuto un sacco, così dopo un po' lo abbiamo preparato insieme, era realizzato molto ad occhio, non aveva dosi precise, aggiungevamo tanta acqua, fin quando l'impasto diventava molliccio, allora potevamo smettere, l'impasto poteva iniziare a lievitare.
Un po' di tempo fa poi ho sperimentato aggiungendo del latte, un po' come si fa per le frittate per farle diventare più soffici e spugnose, quindi ho pensato che poteva funzionare anche per la pizza. Non credevo ci fossero controindicazioni, anzi, l'impasto secondo me poteva solo migliorare.
Così, considerando la solita quantità di liquidi di sempre, ho pensato di dimezzare la quantità d'acqua e di sostituire la restante metà con il latte.
Era buona, soffice in effetti, ma non mi convinceva ancora.
Poi l'illuminazione, l'ho trovata a casa dei miei, bloccata sotto una calamita gigante, appiccicata al frigo. Tornando in Puglia per qualche giorno, mamma decide di metter su un impasto per cena, una pizza alla quale non si può proprio dire di no, anche se farcita semplicemente con pomodoro e mozzarella.
Arrivata l'ora della cena, morso dopo morso, ho capito che era l'impasto che ho sempre cercato e la ricetta perfetta era proprio lì, sul quel frigorifero, che quasi mi chiamava e mi chiedeva di essere memorizzata!
Non potevo farmi sfuggire l'occasione.
Quindi, io la riscrivo qui, nero su bianco, per non perderla...
...e chi vorrà attingere, beh attinga pure, io non mi arrabbio.
Ho sempre pensato che l'impasto perfetto dovesse essere liscio e omogeneo.
E invece mi son dovuta ricredere, a tutti gli effetti, per i miei gusti l'impasto migliore per la pizza deve essere impossibile da lavorare.
Sapete quanto tempo ho perso ad impastare e rimpastare negli ultimi 10 anni???
Vabbè è andata, ora ho le giuste proporzioni degli ingredienti.
Prossimo passo: LIEVITO MADRE! Posso farcela...
Un passo per volta però, credo sia meglio!!!



Ingredienti:
  • 500 gr di farina "00"
  • 200 ml di acqua temperatura ambiente
  • 100 ml di latte temperatura ambiente
  • 30 gr di olio d'oliva
  • 1 cucchiaio raso di sale fino
  • 1 cucchiaino raso di zucchero
  • lievito di birra (a piacere)
Procedimento:
In un contenitore versare l'acqua tiepida.
Scioglierci all'interno lo zucchero ed il lievito, leggermente sbriciolato con le mani.
ATTENZIONE: molti aggiungono in questo passaggio anche il sale, ma il lievito a diretto contatto con il sale, non avrà più lo stesso potere lievitante.
In un altro contenitore capiente, o meglio ancora in un'impastatrice, versare la farina ed il liquido appena ottenuto.
Iniziare ad impastare e unire anche il latte, poco per volta.
Quando anche il latte sarà stato unito, aggiungere il sale ed impastare bene per farlo amalgamare a tutto il composto.
Solo quando tutti gli ingredienti saranno stati aggiunti all'impasto, unire anche l'olio.
Altrimenti il sale non si scioglie facilmente come dovrebbe.
Si otterrà un impasto praticamente impossibile da gestire, ma sarà giusto così.
Lasciarlo lievitare, coprendolo e tenendolo al caldo e in un ambiente privo di correnti.
CURIOSITA': non ho specificato le quantità del lievito, perché onestamente dipende molto da quanto tempo ho a disposizione per lasciar lievitare l'impasto. Per esempio se ho solo 2 ore di tempo, allora aggiungo l'intero panetto di lievito di birra, se ho tutta la giornata, anche 1/3 va benissimo. Insomma, più lievito si aggiunge e di meno tempo di lievitazione necessiterà il vostro impasto.
Una volta che l'impasto avrà moltiplicato le sue dimensioni, trasferirlo nelle teglie leggermente unte e far lievitare ancora, magari in forno.
Non badate a chi dice che deve solo raddoppiare, è risaputo, più lievita e meglio è.
Una volta lasciato lievitare, sarà pronto per la farcitura e la cottura preferita.
Io ad esempio l'ultima volta ho deciso di farcirle diversamente: la prima senza pomodoro, ma con doppia mozzarella, zucchine, olive nere ed origano.



La seconda invece, con pomodoro, mozzarella, spianata piccante e patate spadellate col rosmarino. Ve lo assicuro, è una goduria pazzesca!!! 


Sbizzarritevi e godetevi una buona pizza fatta in casa.
Basta pochissimo e piacerà a tutti!!!

F.ederica

mercoledì 10 dicembre 2014

LE PETTOLE PUGLIESI

Da buona pugliese quale sono, non posso non presentarvi le pettole.
Sono delle frittelle che addobbano le nostre tavole per tutto il periodo pre natalizio.
Tradizione vuole che si preparino in momenti differenti a seconda dalla provincia di appartenenza, il giorno in cui si festeggia santa Cecilia, il giorno della festa dell'Immacolata, fino alla sera della vigilia di Natale, ma diciamoci la verità in qualsiasi momento dell'anno sarebbero perfette. (A dire il vero a casa mia è capitato che venissero preparate anche la notte di ferragosto, ma questi in fondo son solo piccoli dettagli.)
Ecco perché ve le propongo oggi, tra l'ultima domenica e la festività dell'Immacolata non sono riuscita a pubblicare prima il post, ma non è troppo tardi, mancano ancora 15 giorni a Natale.
Avete 15 giorni di tempo per provarle, scegliere quelle che vi piacciono di più e riproporle come antipasto il giorno di Natale, come aperitivo la sera della vigilia, o come qualcosa da gustare in compagnia nei giorni a seguire, perché quando si preparano vi assicuro che la casa si veste di allegria, tutti son lì che non vedono l'ora di assaggiarle, fregandosene dell'odore forte della frittura che circonderà tutto e tutti. Ma chi se ne frega? Alle pettole non si può rinunciare.
Quella che vi scrivo è la ricetta base, poi si può arricchire con qualsiasi ingrediente.
Da noi per esempio si son sempre preparate e consumate come dolci, arricchendole di zucchero o miele dopo la frittura, ma se all'impasto ci si aggiungono pezzi di olive, cavolo bianco, baccalà, salame, lampascioni o acciughe salate, ciò che si andrà ad assaggiare sarà un'esplosione di sapori particolarissima.
Piacciono a grandi e piccini e sono un successo assicurato!!!
Queste dosi sono adatte per 2, 4 o 6 persone, dipende se vuole essere giusto un assaggio o qualcosa di più. In due ci potete praticamente cenare e chissà se le finirete, in quattro son giustissime magari con una birra o un buon vino di accompagnamento se si mangiano salate, per sei persone, beh, le assaggeranno tutti, saranno giusto uno stuzzichino, ma dopotutto il bello è stare in compagnia no?!
Ora sbizzarritevi voi…


Ingredienti:
  • 500 gr di farina 00
  • 250 ml di acqua tiepida
  • 250 ml di latte a temperatura ambiente
  • 1/3 di panetto di lievito di birra (variabile*)  
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1/2 cucchiaio di sale fine
  • olio di semi d'arachide per friggere
Procedimento:
In un contenitore abbastanza capiente setacciare la farina e disporla a fontana.
Unire lo zucchero sul fondo.
Mettere un po' d'acqua in un bicchiere e far sciogliere all'interno il lievito.
Nella restante acqua far sciogliere il sale.
Nella fontana creata dalla farina, aggiungere l'acqua con il lievito, iniziare a mischiare con la farina lavorando sempre nel centro e con l'aiuto di una frusta, quando l'acqua si sarà assorbita aggiungere a poco a poco anche quella con il sale, e successivamente anche il latte, continuando sempre ad impastare.
ATTENZIONE: gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente, acqua a parte, altrimenti il lievito perderà il suo potere lievitante, sbalzando dal tiepido (dell'acqua in cui viene sciolto) al freddo (se il latte era in frigo).
Bisogna accertarsi che l'impasto non abbia grumi, in caso contrario, lavorare quanto più possibile per eliminarli, sempre con la frusta.
L'impasto che si otterrà sarà un impasto molto liquido, ma non c'è da preoccuparsi.
Dopo la frittura ci si renderà conto di quanto soffici saranno le frittelle proprio per la presenza dello stesso peso della farina e della componente liquida.
CURIOSITA': se si ha voglia di farcire l'impasto per renderlo salato, tutto o solo in parte, farlo in questo momento e metterlo a lievitare già arricchito dell'ingrediente scelto.
*Lasciar riposare l'impasto quanto più possibile, anche da mattina a sera, in questo caso basterà 1/3 del classico cubetto di lievito.
Al contrario, se si avesse poco tempo a disposizione, come ad esempio solo il pomeriggio, bisognerà allora aumentarne la dose, anche 1/2 cubetto andrà più che bene.
Mi sento però di consigliare di non far lievitare mai un impasto meno di due ore.
Quando avrà raddoppiato di volume sarà già pronto, ma se riusciste a far lievitare ancora, vi assicuro che ne guadagnerete in morbidezza dopo la cottura.
Quando l'impasto sarà pronto, mettere a scaldare l'olio per friggere in una pentola.
Mentre l'olio si scalda, bisogna munirsi di tutto l'occorrente: scolapasta e piatto fondo insieme per far sgocciolare l'olio in eccesso, un piatto per impiattare, una tazza con dell'olio dentro, un mestolo forato per tirar via dall'olio le frittelle ed un cucchiaio.
Una volta che l'olio avrà raggiunto la giusta temperatura, iniziare a friggere.
Con una mano prendere l'impasto e chiuderlo nel pugno, con l'altra mano e l'aiuto di un cucchiaio, prelevare la pallina che verrà fuori dalla mano che stringerete a pugno, adagiarla con molta calma nell'olio bollente e continuare così.


Tra la formazione di una pettola e l'altra, immergere il cucchiaio nell'olio messo in tazza, così da ungerlo bene ed evitare che l'impasto successivo resti attaccato al cucchiaio stesso.
Premendo l'impasto nel pugno, si evita di creare bolle d'aria, questo però non vuol dire che sia sicuro, bisogna comunque fare molta attenzione durante la cottura.
Una bolla d'aria nella frittella potrebbe scoppiare, appena viene a contatto con l'olio bollente, e far saltare l'olio procurando ustioni ovviamente. Procedere quindi con cautela.
Bisogna far dorare ogni singola frittella, ma non farle diventare troppo scure.
Quando saranno di un color miele caldo si possono tirar via con il mestolo forato e mettere a perder l'olio in eccesso nel colapasta.
Trasferire poi nel piatto di portata scelto.
A questo punto, se si preferiscono le pettole dolci, quando saranno ancora ben calde, cospergerci sopra lo zucchero o il miele.


Per quelle salate basterà il condimento scelto prima della lievitazione.
Io ad esempio ho utilizzato il sughetto di cipolle avanzato dalla preparazione di una focaccia rustica pugliese, dove al posto dei pomodorini ho utilizzato la passata, ma siccome era troppo liquido, l'ho aggiunto poco prima della frittura, amalgamando bene i due composti.


In qualunque modo si decida di prepararle, usanza vuole che si consumino ben calde.
Da fredde perdono morbidezza. E' molto difficile che avanzino.

F.ederica

domenica 17 novembre 2013

LI PÉZZURI DI MARUGGIO

<<Maruggio, un paese con poco più di 5.000 abitanti nella provincia di Taranto.
Fa parte dell'alto salento, ha un clima mediterraneo.
Caratterizzata da inverni prevalentemente miti e umidi ed estati calde con giorni che sfiorano i 40°. 
É vicinissima al mare le cui brezze accarezzano i vitigni dai quali si produce il vino Primitivo.>>

Questa è solo una parte di ciò che si può leggere in rete.
Una piccolissima parte di ciò che la gente che la visita può raccontare. Ma in realtà c'è molto di più.
L'ospitalità, i sorrisi della gente e i profumi che inondano le stradine del suo piccolo centro storico hanno incantato e continueranno ancora a farlo, non solo durante feste di paese e sagre estive, ma anche nella semplice quotidianità, che riguardi un pranzo domenicale in famiglia o una rimpatriata tra vecchi amici.
Ho imparato a poco a poco a conoscere questa realtà.. e me ne sono innamorata.
Non è il paese dove sono nata o cresciuta, diciamo che da qualche anno è come se mi avesse "adottata".
Ho imparato ad assaporare buona parte di abitudini e tradizioni, e per quanto mi riguarda non potevano mancare le specialità culinarie.
Tra tutte li pummitòri 'mmiricàni 'rruštùti (i pomodori americani arrostiti, cioè i pomodori gialli arrostiti sul fuoco e conditi con olio, peperoncino e sale), li marangiàni 'nna fedda 'nna fedda (le melanzane una fetta e una fetta, simil melanzane abbottonate) e li pézzuri dei quali non vi do una spiegazione, ma faccio di meglio, vi lascio la ricetta e le foto.



Ingredienti:
  • 1 kg di farina di semola di grano duro rimacinato
  • 25 gr di lievito di birra (1 cubetto)
  • 1 cucchiaio di sale
  • acqua tiepida q.b.
Per i condimenti:
  • 7 cipolle bianche
  • 400 gr pomodorini ciliegino
  • 7 acciughe salate
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 350 gr di olive celline (o taggiasche)
  • 300 gr di polpa di pomodoro
  • ricotta forte
  • olio q.b.
  • origano q.b.
  • pepe q.b.
tengo a precisare che con queste dosi ho ottenuto due focacce tonde da 28 cm di diametro più 2 calzoni.

Procedimento:
Su un piano di lavoro versare tutta la farina e disporla a fontana.
In un tegame far intiepidire leggermente l'acqua.
Far sciogliere nell'acqua il sale e successivamente anche il lievito di birra sbriciolandolo con le mani.
Versare a poco a poco il liquido al centro della farina.
Iniziare a lavorare con movimenti circolari della mano, in modo tale da prendere a poco a poco la giusta quantità di farina per la dose di liquido all'interno.
A poco a poco  l'impasto dovrebbe essere impossibile da lavorare, quindi versare altro liquido e continuare così fino a che l'impasto stesso non necessita più di liquidi.
Bisogna regolarsi dalla consistenza, deve risultare molto morbido, quindi se si necessita di altra farina per terminare l'impasto va bene, ma non molta.
Una volta ottenuto un panetto liscio e morbido, trasferirlo in un contenitore abbastanza capiente e coprirlo dapprima con un canovaccio e successivamente con una coperta di lana o un plaid in pile ripiegato più volte.
Deve riposare in un ambiente tiepido e non ventilato e lievitare per circa 1 ora.
Nel frattempo si possono preparare gli ingredienti per i condimenti.
CURIOSITA': io seguo la ricetta del paese ed i suoi gusti forti per quanto riguarda il condimento, ovviamente però si può condire nel modo preferito, ma a quel punto non chiamatelo LU PÍZZU, perché ricorderà più una semplice focaccia.
Snocciolare le olive e metterle a sgocciolare.
Pulire le acciughe sotto l'acqua corrente fredda eliminando il sale in eccesso e la lisca centrale.
Lavare e tagliare in 4 tutti i pomodorini.
Pulire e spellare le cipolle, tagliarle in 2 e poi a fettine.


In una padella antiaderente abbastanza capiente, far scaldare 4 cucchiai d'olio, quando sarà ben caldo mettere a stufare le cipolle e dopo qualche minuto aggiungere i pomodorini avendo cura di coprire la padella con un coperchio e smuovere ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Dopo 15 min aggiungere le olive, i capperi, una presa di origano e sistemare di sale.
Finire di cuocere sempre col coperchio.
Quando sarà trascorsa l'ora di lievitazione, dividere l'impasto in tante parti a seconda da quante porzioni volete avere regolandovi con dimensioni e proporzioni.
Con l'aiuto di un un matterello, dare la forma desiderata alla pasta con uno spessore uniforme di circa 0,5 cm.  
ATTENZIONE: la foma classica di li pézzuri è a mezza luna, quasi un panzarotto, un calzone e si cucina nel forno a legna, io qui ho solo il forno della cucina componibile  a disposizione e per praticità l'ho infornato in teglie circolari. Ho seguito la forma originale solo per i 2 piccoli calzoni che si vedono in foto.
Disporre sulla teglia una parte dell'impasto, bucherellarla qua e là con una forchetta, versarci sopra le cipolle stufate, disporle su tutta la superficie ed aggiungere le acciughe disposte un po' ovunque.


Stendere un'altra parte di impasto e richiudere adagiando sopra al condimento e formando il cordone tutto intorno con l'aiuto delle dita.
Sigillare poi stampando i rebbi di una forchetta sul cordone e forellando la pasta sovrastante.
Infornare fino a quando la superficie non è dorata e staccata dai bordi della teglia.
Deve gonfiare e dorarsi completamente.
Sfornarla e farla riposare per almeno 15 min di nuovo sotto il plaid per farlo "sudare", in modo tale da non farlo risultare croccante sotto i denti, bensì bello morbido.
Procedere con la seconda parte dell'impasto così come per il primo, questa volta però per il condimento, spalmare su tutta la superficie della pasta la ricotta forte, aggiungere la polpa di pomodoro cruda, origano, pepe e un filo d'olio.


Richiudere, sigillare, infornare e quando saranno pronti, tagliare e mangiare ancora caldi.
E mi permetto di suggerirvi di chiudere gli occhi e di catapultarvi almeno per qualche minuto nella mia terra.

F.ederica 


venerdì 25 ottobre 2013

TRìA... LE FINTE TAGLIATELLE

Ecco una di quelle ricette che non avevo mai provato prima d'ora.
Della quale mi sento soddisfatta, anche solo a veder la foto.

Ho voluto preparare le "tagliatelle" salentine.
Lo scrivo tra virgolette perché sono finte tagliatelle. Mi spiego meglio.
In Puglia, ma un po' ovunque in qualsiasi regione a dire il vero, esistono svariati tipi di pasta fatta in casa, ognuno adatto ad un tipo di pietanza, ad un tipo di ingrediente o quanto meno ad una determinata tradizione.

Bene, la Trìa è una di quelle, ve la presento.
E' una pasta identica alle tagliatelle per il formato, l'impasto non prevede le uova.
Scrivo il post, non per la ricetta perché parliamo di soli 2 ingredienti, ma perché lo sapete che uso il mio blog anche come una raccolta di mie personali prove culinarie.
Questa è stata la seconda volta, in 2 giorni, in cui mi son cimentata.
Sono felice e stra contenta di come son venute, quindi vi racconto il semplicissimo procedimento e le accortezze che però ho avuto io durante la realizzazione.



Ingredienti per 2 persone:
  • 160 gr di farina di grano duro + quella che serve per lavorare la sfoglia
  • 80 gr di acqua
  • sale q.b.
Procedimento:
Mettere in un pentolino l'acqua con un po' di sale, quanto basta a seconda dai gusti per far si che la pasta non risulti insipida.
Successivamente far scaldare l'acqua sul fuoco.
ATTENZIONE: non deve raggiungere il bollore, basta che sia tiepida abbastanza da far sciogliere il sale, altrimenti non s riuscirà neanche a sfiorare l'impasto.
A questo punto sul piano da lavoro, disporre la farina a fontana.
Versare nel centro l'acqua intiepidita e con la mano e con movimenti circolari, prendere poca farina per volta facendola incorporare man mano nel liquido.
Il composto non avrà più bisogno di essere lavorato quando risulterà più appiccicoso.
Far riposare almeno mezz'ora l'impasto, in un luogo asciutto e coperto da un panno.
Trascorso questo tempo, iniziare a stendere la pasta.
CURIOSITA': io ho steso la sfoglia a mano col matterello, ma se si possiede la macchina per la pasta, e col matterello non si è pratici, il risultato sarà sicuramente più omogeneo.

Una volta stesa la sfoglia, con un coltello a lama liscia, ricavare delle fasce lunghe 20 cm circa e larghe a piacere.
Una volta ricavate queste fasce, arrotolarle ripiegandole su se stesse nel verso della lunghezza, in modo tale da ottenere un rotolino piatto alto circa 6 cm.
A questo punto tagliare sempre alla stessa distanza di poco meno di 1 cm, ricordando di scartare il primo e l'ultimo cm del rotolino, questo permetterà di avere le "tagliatelle" dai bordi tutti puliti.
Rimpastare gli scarti e ripetere fino a che la quantità di pasta lo permette.
Far seccare la pasta per almeno 50 min su un piano spolverizzato leggermente di farina e procedere successivamente con la cottura e l'utilizzo che più si ritiene appropriato.

F.ederica

sabato 1 giugno 2013

GNOCCHI ALL'ACQUA

Da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, mi diverto anche a scoprire, tramite vari blog o forum ovviamente, ricette nuove. Quella degli gnocchi all'acqua l'ho vista in giro un po' ovunque.
Praticamente io ero l'unica a non saperne niente.
Chi ha uno proprio spazio su internet sicuramente la conoscerà già, ma io la posto qui per il semplice piacere di condividere questa piccola chicca e per dimostrare che in questa grande famiglia online, tutti possiamo dare, ma tutti possiamo anche ricevere.
Senza pretese, né egoismo.


Ingredienti per 2 persone:

  • 150 gr di farina "00"
  • 50 gr di farina si semola di grano duro
  • 200 ml di acqua
  • sale q.b.
Procedimento:
In una pentola di media grandezza portare ad ebollizione l'acqua.
Appena inizia a bollire, metterci il sale e farlo sciogliere completamente.
ATTENZIONE: non bisogna esagerare con il sale perché c'è da considerare che poi va salata anche l'acqua di cottura e in teoria il condimento degli gnocchi.
Spostare la pentola dal fuoco e buttare tutta in una volta la farina all'interno.
All'inizio visto il calore eccessivo dell'acqua, aiutarsi con un cucchiaio di legno, quando poi la farina avrà assorbito tutta l'acqua, trasferire l'impasto su un piano di lavoro infarinato.
CURIOSITA': è un impasto che non necessita di tantissima altra farina per essere lavorato, diciamo che quella sul piano di lavoro (meglio se di semola) è in più e serve solo per facilitare l'operazione, non si deve accorpare all'impasto.
Aspettare giusto qualche minuto per far si che si raffreddi leggermente e che risulti quindi possibile da tenere tra le mani.
Formare un panetto bello liscio ed omogeneo.


A questo punto, tagliarne un pezzo e iniziare a dargli la classica forma a serpente, non troppo spesso né troppo snello, dal quale poi si dovranno tagliare dei tocchetti i pasta, che a loro volta andranno passati su qualcosa che li dia la classica forma degli gnocchi, come può essere il riga gnocchi, una grattugia usata al rovescio oppure, ciò che ho usato io, una forchetta.


Mentre si finisce di lavorare tutta la pasta a disposizione, gli gnocchi già creati si fanno riposare e seccare su una spolverata di farina, su un piano oppure su un canovaccio pulito l'uno distante dall'altro in modo da non farli sovrapporre o attaccare.
Quando saranno tutti pronti si potranno cucinare sul momento in acqua salata, oppure conservarli. Se si ha intenzione di consumarli in breve tempo, si possono tenere in frigo coperti con carta forno, se si vogliono congelare però si deve avere l'accortezza di farli congelare sempre prima disposti su un vassoio per evitare che si uniscano tutti in un unico blocco e poi trasferirli in un sacchetto trasparente.

F.ederica

domenica 26 maggio 2013

FOCACCIA CON SPINACI E SALSICCIA

Fine maggio e fuori ci sono 9°, roba da non crederci.
L'inverno proprio non vuol lasciar spazio né alla primavera, né tanto meno all'estate.
Ah si? Le cose stanno così?
Allora io accendo il forno e cucino qualcosa per restare in tema!
Una bella focaccia farcita, da mangiare ancora calda e magari con l'interno ancora fumante.. se si riesce ovviamente.


Ingredienti per la pasta:
  • 125 gr di farina "00"
  • 125 gr di farina di semola di grano duro
  • 100 ml di acqua
  • 50 ml di latte
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 4 cucchiai d'olio
  • 1/2 cucchiaino di zucchero
  • 1/2 cucchiaio di sale
Ingredienti per il ripieno:
  • 600 gr di spinaci
  • 300 gr di salsiccia
  • 150 gr di ricotta
  • 100 gr di formaggio grattugiato
  • 1 uovo
  • prezzemolo q.b.
  • sale q.b.
Procedimento:
Come ogni buon impasto che si rispetti, se si ha voglia di prepararne uno, bisogna prendere in considerazione il fatto di doverlo preparare parecchie ore prima rispetto al pasto programmato. Personalmente inizio ad impastare al mattino, per infornare la sera. Più tempo ha per riposare e lievitare, meglio è ovviamente.
Per la preparazione della pasta per la focaccia premere QUI.
Un'oretta prima di iniziare a stendere ed infornare la focaccia, preparare gli spinaci.
Bisogna farli cuocere velocemente in acqua bollente e salata finché non si ammorbidiscono.
Scolarli e metterli da parte per farli freddare.
Quando saranno completamente freddi, strizzarli accuratamente e sminuzzarli.
Metterli in un contenitore capiente anche per il resto degli ingredienti e procedere con la preparazione della farcitura.
Schiacciare la ricotta con una forchetta per ammorbidirla ed unirla agli spinaci, quindi lavorarli insieme per unirli bene.
A questo punto aggiungere anche il formaggio, l'uovo, il prezzemolo ed il sale se serve.
Iniziare anche a privare la salsiccia dal suo budello, farla a tocchettini.
CURIOSITA': a seconda dalla densità della ricotta, all'impasto servirà un uovo grande o piccolo. Bisogna regolarsi un po' toccando l'impasto, non deve risultare molto liquido alla fine altrimenti la salsiccia si cuocerà lessandosi troppo.
Arrivato il momento di assemblare il tutto, rilavorare leggermente la pasta.
Ricoprire di carta da forno una teglia ed oliarla un po'.
Stendere una parte dell'impasto sul fondo, bucherellarlo con i rebbi di una forchetta, versare il composto di spinaci all'interno ed infine spargere qua e là la salsiccia.
ATTENZIONE: ricordare di stendere la pasta in due parti, una più grande dell'altra, ma non di tanto. Questo perché per richiudere poi la focaccia, lo strato sottostante dovrà essere largo abbastanza per sovrapporre i lembi esterni sullo strato superiore.
Livellare il ripieno prima di sovrapporre il secondo strato di pasta, in modo tale da avere una focaccia tutta piana , compatta e bella anche da vedere.
Infornare in forno statico a 200° per circa 25 min, se dovesse esserci ancora bisogno di un po' di cottura abbassare la temperatura a 180° e controllare quando i bordi della focaccia si staccano facilmente dalla teglia.
Sfornare e servire ancora calda.

F.ederica

IMPASTO PER PIZZA E FOCACCIA

Ci son giorni in cui si va fuori con gli amici a mangiare o a bere qualcosa.
Ce ne sono altri in cui si ha voglia di stare in casa, si è fatta la spesa e si prepari qualcosa di semplice, ma buono. Ce ne sono altri ancora invece cui proprio si vuol dare il meglio di se stessi, si mettono le mani in pasta per poi sfornare bontà e meraviglie.


Ingredienti per la pasta:
  • 500 gr di farina "00"
  • 200 ml di acqua
  • 100 ml di latte
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 6 cucchiai d'olio
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaio raso di sale
Procedimento:
Specifico subito che con queste dosi riesco a preparare o 3 pizze tonde da 26 cm Ø, leggermente alte, oppure 2 focacce ripiene.
Solitamente inizio a preparare l'impasto prima delle 12:00 per poi iniziare a stenderlo sulle teglie alle 20:30 circa.
ATTENZIONE: ho avuto abbastanza ore per la lievitazione quindi mi è bastato metà cubetto di lievito, altrimenti lo avrei dovuto usare tutto.
In una coppa abbastanza ampia, versare tutta la farina e disporla a fontana.
In un tegame far intiepidire leggermente l'acqua e il latte.
Far sciogliere il sale e lo zucchero all'interno e successivamente far sciogliere anche il lievito aiutandosi a sbriciolarlo con le mani.
Infine aggiungere l'olio.
Versare a poco a poco il liquido al centro della farina.
Iniziare a lavorare con movimenti circolari della mano, in modo tale da prendere a poco a poco la giusta quantità di farina per la dose di liquido all'interno.
Man mano che l'impasto è impossibile da lavorare, versare altro liquido e continuare così fino al suo esaurimento.
A questo punto si dovrebbe ottenere un panetto di pasta gommosa.
Trasferirlo su una spianatoia infarinata e continuare a impastare con entrambe le mani.
Bisogna regolarsi dalla consistenza, deve risultare molto morbido, quindi se si necessita di altra farina per terminare l'impasto va bene, ma non molta.
Una volta ottenuto un panetto liscio e morbido, rimetterlo in una coppa e infarinata, coprirlo con un canovaccio e con una coperta di lana o un pile ripiegato più volte.
Deve riposare in un ambiente tiepido e non ventilato.
CURIOSITA': c'è chi dice che non bisogna assolutamente scoprire l'impasto durante la lievitazione, io invece dopo 4 ore circa lo tiro fuori e lo lavoro un'altra volta. Fatto questo poi gli do altre 4 ore per lievitare nuovamente. L'impasto così verrà morbidissimo.
Passate le ore che si hanno a disposizione per la lievitazione, infarinare un piano di lavoro ed iniziare a stendere l'impasto con l'aiuto di mani e matterello, suddiviso in tante parti quante ne servono.
Trasferirlo poi sulla teglia da utilizzare e farlo riposare ancora.
Accendete il forno a 200°, forno statico.
Cercare di far ricoprire tutta la teglia, esercitando una pressione con le dita sulla pasta.
A seconda dall'utilizzo che si decide di farne, se per pizza o se per focaccia, condirlo e farcirlo come si preferisce.
Infornarlo.
La cottura sarà terminata quando la pasta sarà ben colorata.

F.ederica

lunedì 18 marzo 2013

PIZZA FATTA IN CASA

Che Marzo sia pazzerello si sa, ma la neve di domenica sera proprio non si può vedere.
La dispensa mi lancia un disperato bisogno di spesa.
Voglia di uscire pari a zero.
Il frigo è mezzo vuoto.
Farina, mozzarella, pomodoro, tonno... quasi quasi preparo la pizza!

Quando poi la tua coinquilina ti suggerisce che ha altri ingredienti e ti propone di cenare insieme, non si può non accettare.


Ingredienti per l'impasto di base:
  • 500 gr di farina "00"
  • 200 ml di acqua
  • 100 ml di latte
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 6 cucchiai d'olio
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaio raso di sale
Farcitura base: 
  • 500 gr di polpa di pomodoro
  • 3 mozzarelle
  • origano q.b.
  • sale q.b.
  • olio q.b.
Procedimento:
Specifico subito che con queste dosi ho preparato 3 pizze tonde da 26 cm Ø, leggermente alte e che ho iniziato a preparare l'impasto alle 12:00 per poi iniziare a stenderlo sulle teglie alle 21:00 circa.
ATTENZIONE: ho avuto abbastanza ore per la lievitazione quindi mi è bastato metà cubetto di lievito, altrimenti lo avrei dovuto usare tutto.
In una coppa abbastanza ampia, versare tutta la farina e disporla a fontana.
In un tegame far intiepidire leggermente l'acqua e il latte.
Far sciogliere il sale e lo zucchero all'interno e successivamente far sciogliere anche il lievito aiutandosi a sbriciolarlo con le mani.
Infine aggiungere l'olio.
Versare a poco a poco il liquido al centro della farina.
Iniziare a lavorare con movimenti circolari della mano, in modo tale da prendere a poco a poco la giusta quantità di farina per la dose di liquido all'interno.
Man mano che l'impasto è impossibile da lavorare, versare altro liquido e continuare così fino al suo esaurimento.
A questo punto si dovrebbe ottenere un panetto di pasta gommosa.
Trasferirlo su una spianatoia infarinata e continuare a impastare con entrambe le mani.
Bisogna regolarsi dalla consistenza, deve risultare molto morbido, quindi se si necessita di altra farina per terminare l'impasto va bene, ma non molta.
Una volta ottenuto un panetto liscio e morbido, rimetterlo in una coppa e infarinata, coprirlo con un canovaccio e con una coperta di lana o un pile ripiegato più volte.
Deve riposare in un ambiente tiepido e non ventilato.
CURIOSITA': c'è chi dice che non bisogna assolutamente scoprire l'impasto durante la lievitazione, io invece dopo 4 ore circa lo tiro fuori e lo lavoro un'altra volta. Fatto questo poi gli do altre 4 ore per lievitare nuovamente. L'impasto così verrà morbidissimo.
Passate le ore che avete a disposizione per la lievitazione, prima di tirar fuori l'impasto, preparate gli ingredienti per farcire le pizze.
In un piatto versare la polpa di pomodoro e condirla con un filo d'olio, sale e origano.
Tagliare a pezzi la mozzarella e metterla a scolare in un colino.
Se si vuol condire con altre cose, l'importante è tenere tutto a portata di mano.
Oliare le teglie che si è deciso di usare.
Su un piano infarinato iniziare a stendere con l'aiuto di mani e matterello la pasta di pizza suddivisa in tante parti quante sono le teglie.
Cercate di dargli una forma circolare ruotando il panetto e capovolgendolo per lavorarlo bene da entrambi i lati. Quando sarà più o meno della dimensione della teglia, trasferitela lì e fatela riposare. Intanto continuate con la restante pasta.
Accendete il forno a 200°, forno statico.
Esercitare una lieve pressione con le mani sulla pasta e cercare di farle ricoprire tutta la teglia, cospargere il sugo lasciando liberi i bordi e infornare.
A metà cottura, quando i bordi della pizza saranno colorati, sfornare e aggiungere la mozzarella e altri ingredienti se si è deciso di usarli.
Aspettate che finisca di cuocersi, togliere dal forno, tagliare e servire.

Io oltre alla classica margherita ne ho preparate altre due.
Una con tonno e cipolla...


ed una con la salsiccia fresca.


Ovviamente una più buona dell'altra.

F.ederica
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