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lunedì 9 ottobre 2017

LE MITICHE POLPETTE D'UOVA

Uno dei sapori più buoni, tra i piatti che mi ricordano la mia infanzia, che mi stanno più a cuore ma soprattutto che poi ho continuato ad amare a qualunque età, è quello di uno dei piatti più veloci e di sicuro successo. Mangiato a casa di mamma, zia o nonna, non faceva differenza, le mani sapienti che lo preparavano erano sempre quelle di persone care.
Sono le mitiche, soffici, semplici, uniche, ma soprattutto ustionanti polpette d'uova!
Ebbene si, ustionanti signore e signori.
Perché sia assaggiate appena fritte, sia immerse nel sugo e a qualunque età tu le possa assaporare, non ci sono versi, non puoi non bruciarti.
Sono dei bocconcini di uova, formaggio e pane che si friggono e stop.
Poi se proprio vuoi crearti un primo ed un secondo, le fai galleggiare in una succulenta pentola piena di sugo ed il gioco è fatto.
L'impasto diventa vera e propria spugna colma di sapori buoni.

Poi nel sugo della nonna..... che ve lo scrivo a fare, una delizia.
Curiosi di sapere come prepararle? Non c'è una vera ricetta è tutto un po' messo a caso, c'è solo una regola, non mettere troppo pane, l'impasto deve essere morbido e molle da crudo.
Poi seguite il consiglio della mia nonna Nena: l'impasto parla dopo un po'.
Valle a spiegare che io ci provo a parlare con lui, ma lui proprio non mi risponde!!!


Ingredienti per 15 polpette circa:
  • 4 uova
  • formaggio grattugiato
  • pangrattato grossolano, tipo panko
  • 1/2 spicchio d'aglio
  • prezzemolo
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio per friggere
Procedimento:
Rompere e sbattere le uova in una ciotola abbastanza ampia.
ATTENZIONE: come accennato prima della lista degli ingredienti, purtroppo o per fortuna in questa ricetta non ci sono dosi, perché tutto dipende dalle dimensioni delle uova, perciò procedere a sentimento, come farebbe la nonna.
Aggiungere sale, pepe e prezzemolo (vi svelo un segreto, la giusta quantità di sale la raggiungete aggiungendo un pizzico di sale per ogni uova di qualsiasi ricetta).
Tritare finemente l'aglio ed unire anche questo alle uova.
Con una forchetta iniziare a lavorare il tutto.
Poi aggiungere a cucchiaiate prima il pangrattato e poi il formaggio, alternandoli tra loro per non abbondare troppo con il primo e scarseggiare con il secondo, ed amalgamare gli ingredienti tra loro. Il risultato deve essere una poltiglia morbida, ma legata e composta.
A questo punto mettere a scaldare l'olio in una pentola per la frittura.
Quando l'olio sarà pronto, con un cucchiaio o due come per formare delle quenelle, come ho fatto io, prelevare un po' dell'impasto e metterlo a friggere. Dovrà dorare, ma non scurirsi troppo.
Prelevare volta per volta le polpette cotte e farle gocciolare su della carta assorbente per far si che perdano l'olio in eccesso della frittura.
CURIOSITA': adesso, facendo molta attenzione a non ustionarsi anche le dita oltre che il palato, potrebbero già esser consumate, ma volendo come suggerivo poco fa, potete immergerle nel sugo, abbandonarle lì fino a che non si siano riempite di sapore e gusto, dopodiché usare il sugo per condire un buon piatto di pasta e le polpette d'uova come squisitissimo secondo.


Impiattare secondo il proprio gusto o mangiare immediatamente, a vostro rischio e pericolo. 
😉

F.ederica

mercoledì 3 agosto 2016

INSOLITO POLPO CON PATATE

Buongiornoooo e come sempre buon mercoledì ^_^
E' passato del tempo, ma... vi ricordate? Qualche tempo fa vi ho confidato che in casa avevamo praticamente quasi cancellato il pesce dalla lista della spesa, beh oggi vi confesso anche che abbiamo recuperato alla grande.
Ormai riempiamo spessissimo le buste della spesa di merluzzi, cozze, tonno, gamberi, seppie, orate, spigole, polpi o pesci da zuppa.
Tutto sempre fresco, tranne i merluzzetti ed il polpo.
Quelli li prendiamo surgelati.
Nel caso del merluzzo, il motivo è che basta tirarlo fuori dal freezer e in 10 min è pronto.
Nel caso del polpo invece, è risaputo, se surgelato dopo la cottura  rimane molto più tenero.
E ci siamo appassionati alla preparazione del polpo con le patate.
Abbiamo provato a cuocerli separatamente per poi condirli insieme ancora caldi, ma non ci ha fatto impazzire. Poi abbiamo provato a cuocerli separatamente, patate bollite e tagliate a cubetti, mentre il polpo prima bollito e poi rosolato su una griglia rovente.
Andava già meglio, ma non eravamo ancora totalmente soddisfatti.
Poi per la serie "non c'è 2 senza 3" abbiamo tentato ancora un'altra volta.
Ed è stata quella decisiva.
Ecco il procedimento del piatto che ultimamente ci fa davvero leccare i baffi.


insolito polpo con patate

Ingredienti per 2 persone:
  • 500 gr di polpo surgelato già pulito
  • 3 patate medie
  • 1 manciata di olive di gaeta
  • scorza e succo di 1/2 limone
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • sale fino q.b.
  • pepe q.b.
  • olio d'oliva q.b.
Procedimento:
La notte prima della preparazione della ricetta, far scongelare lentamente il polpo ponendolo in un piatto fondo sul ripiano più basso del frigorifero.
Il giorno dopo, mettere sul fuoco una pentola alta e capiente con dell'acqua salata.
Quando arriverà al bollore, immergere e sollevare il polpo 2 o 3 volte.
CURIOSITA': questo servirà per far arricciare bene i tentacoli del polpo.
Lasciarlo poi a mollo e cuocerlo per almeno 25 min.
Quando sarà pronto, spegnere il fuoco e far raffreddare nella stessa acqua.
Nel frattempo, lavare le patate.
Immergerle in acqua fredda salata in un'altra pentola.
Portare al bollore anche l'acqua delle patate e cuocere fino a quando con una forchetta non si riesce a bucare senza sforzi le patate stesse.
Quando saranno pronte, trasferirle con tutta la buccia in uno schiacciapatate e schiacciarle ancora calde per non fare fatica.
ATTENZIONE: non preoccuparsi della buccia, rimarrà dello schiacciapatate.
Lavare, tamponare e tritare il prezzemolo.
Ora salare, pepare e condire con il prezzemolo le patate schiacciate e mescolare il tutto per ottenere una specie di purea omogenea.
Creare così il fondo del piatto (io mi sono aiutata con una sacca da pasticcere).
Quando il polpo si sarà raffreddato, scolarlo bene e tagliarlo a pezzi.
Condirlo con succo di limone, olio e sale se necessario.
Posizionarlo sulla purea di patate.
Snocciolare le olive e tagliarle a rondelle.
Terminare unendo le olive tagliate al piatto, la scorza del limone ed altro prezzemolo.

F.ederica

giovedì 23 giugno 2016

KöTTBULLAR... CHI NON LE CONOSCE?! SONO LE POLPETTE SVEDESI DI IKEA

Quante volte siete andati da Ikea?
E ditemi un po', quante volte vi siete fermati a mangiar lì?
Ed ora confessate. Quante volte avete mangiato le loro polpette?
^_^ io davvero tutte le volte. Non so mai resistere...
Ho cercato sempre di capire l'ingrediente segreto che le rendesse così morbide e saporite; poi l'ultima volta ho avuto il lampo di genio ritardato, si perché non ci voleva poi così tanto.
Non ci saranno mica le patate nell'impasto?!
Così ho fatto un tentativo. E c'avevo ragione, mitiche le patate ^_^
Ovviamente, dovevo raggiungere lo stesso risultato anche con la famosa salsina.
Ero certa del fatto che avessi dovuto utilizzare un fondo di cottura, ma il mio fondo di cottura era, bruciato e davvero troppo scuro. Così ho ripreso gli ingredienti del fondo di cottura ma freschi e ci ho unito poi farina e panna per addensare.
Il risultato? Lo vedete qui in basso.
Io son super soddisfatta. Ottime le polpette ikea, preparate in casa!!!

polpette ikea homemade

Ingredienti per 4 persone:
  • 500 gr di carne macinata mista (manzo e maiale)
  • 1 uovo
  • 200 ml di panna fresca
  • 1/2 cipolla bionda
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 3 patate piccole
  • sale fino q.b.
  • pepe nero q.b.
  • farina "00" q.b.
  • 2 cucchiai d'olio d'aoliva
  • olio per friggere
Ingredienti per la salsa:
  • 50 gr di burro
  • 150 ml di panna fresca
  • 200 ml di brodo di carne
  • 1 cucchiaino di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di farina "00" (facoltativo)
  • sale e pepe (solo se necessari)
Procedimento:
Lavare le patate e adagiarle sul fondo di una pentola, ricoprirle d'acqua fredda e farle bollire fino a terminare la cottura, da controllare con i rebbi di una forchetta.
Quando saranno pronte, tirarle fuori dall'acqua, pelarle e schiacciarle per ridurle in poltiglia.
CURIOSITA': per ridurre i tempi di questa operazione, si può utilizzare il microonde. Pelare le patate e ridurle a pezzettoni più o meno delle stesse dimensioni, passarle poi sotto l'acqua corrente e fredda del rubinetto, senza farle sgocciolare troppo, trasferire le patate in un contenitore adatto alla cottura in microonde, coprirlo con della pellicola adatta al microonde, bucherellarla e azionare l'elettrodomestico al massimo della potenza per 5 min. Dopodiché schiacciarli con una forchetta.
Una volta schiacciate, far raffreddare le patate.
Tritare finemente mezza cipolla. Farla rosolare un po' in una padella con l'olio d'oliva.
Trasferirla poi in una ciotola insieme alla carne, all'uovo, al pangrattato e alle patate fredde.
Unire anche la panna e terminare con il sale ed il pepe a seconda dei gusti.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Una volta ottenuto la giusta consistenza dell'impasto, creare le classiche polpette.
Una per una poi passarle in un po' di farina, come per panarle un po'.
Far scaldare un po' d'olio in una padella e friggere le polpette.
Scolarle man mano e farle riposare e intiepidire.
Intanto preparare la salsa d'accompagnamento.
In una casseruola far sciogliere il burro, aggiungere il brodo e quando inizierà a bollire unire anche la panna e a fuoco lento far rapprendere, senza smettere mai di smuovere la salsa.
Insaporire con la salsa di soia e se necessario per far addensare la salsa, per terminare, aggiungere un cucchiaio di farina setacciandola e mescolando per non far creare grumi.
ATTENZIONE: io non ho insaporito con sale e pepe per scelta, dopo aver unito la salsa di soia, ma il tutto dipende dai propri gusti personali.
A questo punto impiattare le polpette con la loro salsa.
Personalmente ho voluto terminare il piatto con l'aggiunta di un po' di prezzemolo fresco tritato grossolanamente.

F.ederica

mercoledì 4 maggio 2016

BACCALA' AL FORNO CON PATATE

Il protagonista della ricetta di oggi è un pesce.
Un po' bruttino a vedersi, ma dal sapore inconfondibile. C'è chi lo ama e c'è chi lo odia.
Chi lo odia lo fa per via del tempo che si spende ad ammollarlo prima di cucinarlo, per l'odore troppo pungente o per il fatto che sia pieno di spine in alcuni casi.
Per quanto mi riguarda però, nessuna delle motivazioni qui sopra elencate mi impedisce di preparare il baccalà, magari non così tanto spesso, ma non ho problemi, con la pasta, fritto in pastella, o al forno come in questo caso per me è sempre buonissimo.
Questa di oggi è una ricetta che ho preparato un po' di tempo fa a dire il vero, ma quando pensavo al periodo giusto per pubblicarla ero in difficoltà. Credevo che fosse più giusto d'estate, ma poi pensavo al fatto che fosse troppo caldo come piatto, e d'estate abbiamo più voglia di qualcosa di leggero e freddo..
Poi quest'inverno son stata un po' assente per via di impegni vari e così siamo arrivati agli inizi di Maggio ed riflettevo sul fatto che
 io il baccalà lo trovo sotto sale tutto l'anno e ovunque, quindi perché farmi millemila problemi.
Che poi... se volevo pubblicarlo in un periodo freddo, beh ci casca a fagiolo ora come ora, perché non so da voi, ma qui a Parma in questi giorni pare di esser tornati ad Ottobre...
E quindi perché no!?
Ho rispolverato le foto che avevo scattato e mi son messa davanti al pc a scrivere.
Non avete scuse, perché è facilissima. Dovete solo buttar tutto in teglia e azionare il forno.
Ovvio, avrà bisogno di una controllatina ogni tanto, ma nulla di impossibile.
Come sempre nel procedimento vi lascio vari consigli, ma per qualsiasi altro dubbio vi ricordo che potete anche scrivetemi in privato o sui social.
Pronti a farvi venir l'acquolina in bocca?

baccalà al forno con patate

Ingredienti per 6 persone:
  • 500 gr di filetti di baccalà già ammollato e dissalato
  • 5 patate
  • 10 pomodorini
  • 1 cipolla rossa
  • 2 cucchiai di olive Taggiasche
  • 1 manciata di capperi sotto sale
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 2 spicchi d'aglio
  • prezzemolo q.b.
  • olio q.b.
  • sale e pepe q.b.
Procedimento:
CURIOSITA': io avevo il filetto di baccalà già tagliato in pezzi, come solitamente faccio, l'ho ammollato per 4 giorni cambiando l'acqua almeno 2 volte al giorno.
Dopo aver ammollato per giorni e quindi dissalato il filetto di baccalà, sciacquarlo sotto l'acqua corrente fredda e tenerlo da parte.
Pelare le patate e tagliarle a cubetti non troppo grandi e tenerle in acqua fredda fino a quando tutti gli altri ingredienti non saranno pronti da utilizzare.
Lavare e tagliare in 4 i pomodorini.
Lavare e tritare grossolanamente il prezzemolo.
Far sgocciolare le olive di Taggia dal loro olio.
Tagliare a rondelle la cipolla e a fettine gli spicchi d'aglio.
A questo punto accendere il forno ventilato a 200°C e farlo riscaldare ben bene.
Intanto in una teglia posizionare una parte delle patate, poi i pezzi di baccalà e poi tutto il resto degli ingredienti solidi.
Irrorare con dell'olio e con l'aiuto di un biberon da cucina, versare il vino e poi acqua quanto basta per superare il livello delle prime patate sul fondo.

baccalà al forno con patate

Sistemare di sale e di pepe a piacere ed infornare.
ATTENZIONE: considerate che il baccalà potrebbe ancora essere molto salato, quindi procedere con cautela.
Mettere il tutto in forno e far cuocere fino a che le patate non si ammorbidiscono abbastanza.
Io ho fatto cuocere per 1 oretta circa.
E' molto probabile che il pesce si cuocia molto prima delle patate, in tal caso, coprire la teglia con un foglio di alluminio e continuare a cuocere abbassando leggermente la temperatura.
Se necessario, aggiungere altra acqua durante questo tempo.
Quando tutto sarà cotto, sfornare e far intiepidire leggermente.
Impiattare  facendo in modo di prendere tutti gli ingredienti per ogni singolo commensale.

baccalà al forno con patate

Dovesse avanzare, è ottimo anche il giorno dopo, bisognerà solo farlo riscaldato leggermente.

F.ederica

martedì 10 novembre 2015

POLPETTE IN UMIDO ALLA MENTA


C'era una serata estiva.
C'era un locale speciale.
C'era una cenetta romantica.
Non sarò prolissa come in un libro di fiabe, ma mi spiego meglio.
C'eravamo io ed Albi per la precisione, e per esser ancora più dettagliati eravamo in un locale nel centro storico di Manduria, in Puglia, un locale carinissimo con pochi coperti e con una cucina tradizionale, ma non classicamente scontata come si potrebbe pensare.
E lo abbiamo capito sin da subito, perché mentre eravamo in attesa delle nostre ordinazioni, anziché sgranocchiare i soliti grissini e paninetti posti nel cestino al centro del tavolo, abbiamo assaggiato tarallini alle olive e polpettine di carne con all'interno un freschissimo sentore di menta, un ingrediente che non avevamo mai assaporato nelle polpette.
Siamo sempre stati abituati alla presenza del prezzemolo.
Ma voi non potete capire quelle polpettine quanto ci hanno sorpresi e quanto ci son piaciute.
Son finite in 3 secondi, ma 3 secondi veri, non scherzo!!!
Secondo voi potevo non provare a farle anche in casa!?
Le polpettine di quella sera erano semplicemente fritte; in questa ricetta io vi racconto della versione in umido e voglio ricordarvi che ho usato il dado vegetale granulare fatto in casa.
A voi la ricetta, provatela, non ve ne pentirete.


Ingredienti per 4 persone:
  • 500 gr di carne macinata mista (vitello e maiale)
  • 4 cucchiai di farina
  • 2 uova
  • 1 spicchio d'aglio grande
  • 100 gr di formaggio grattugiato
  • 150 gr di pangrattato
  • 3 cucchiai di latte
  • 2 bicchieri di vino bianco 
  • menta q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio q.b.
  • 500 ml di brodo vegetale
  • 1 cucchiaino di amido di mais
Procedimento:
In un contenitore abbastanza capiente, versare tutto il macinato e fiondandoci all'interno le mani, iniziare ad impastare per sgranarlo e renderlo più morbido.
ATTENZIONE: la carne macinata ovviamente deve essere fresca, appena macinata insomma, più la si tiene in frigo dopo averla acquistata, più tende a cambiare colore e profumo e ovviamente non è affatto un bene. In più se acquistata in macelleria tanto meglio, noterete la differenza di colore con quella che solitamente è confezionata al supermercato o al minimarket sotto casa.
Tritare quanto più finemente possibile sia lo spicchio d'aglio che la menta.
Unire alla carne le uova, il latte, il sale ed il pepe senza esagerare, l'aglio e la menta tritati, formaggio e pane, insomma tutti gli altri ingredienti.
Iniziare ad impastare per far mischiare bene tutto.
Una volta che l'impasto è pronto, non deve essere troppo morbido, né troppo secco per intenderci, versare 1 bicchiere di vino in un piatto piano, prelevare la quantità giusta di carne in modo che stia in un pugno, bagnarsi leggermente il palmo di una mano col vino e iniziare a creare le polpette, col classico movimento rotatorio delle mani.
Per ogni polpetta, bagnare un palmo della mano col vino.
Man mano che si creano le polpette metterle su di un altro piatto piano.
CURIOSITA': se mentre si va avanti a formare le polpette, si nota che quelle già fatte si deformano, vuol dire che l'impasto è troppo morbido, quindi conviene rimetterle nell'impasto e aggiungere un altro po' di pangrattato.
Mettere la farina in una coppetta ed infarinare una ad una le polpette appena fatte.




Una volta finito, verserete un po' d'olio in una padella antiaderente, larga e bassa mi raccomando, in modo tale che le polpette stiano tutte insieme e comode all'interno.
Farlo scaldare a fuoco medio alto, aggiungere le polpette e farle rosolare bene su tutti i lati.
Sfumare con il restante bicchiere di vino e far evaporare.
Versare il brodo vegetale sulle polpette, coprire la padella col coperchio e far cuocere per 20  min circa, rigirando spesso le polpette.
Passati i minuti di cottura, prelevare un po' di brodo con una tazzina di caffè, nella tazzina far sciogliere il cucchiaino di amido di mais, dopodiché versare di nuovo in padella, l'amido di mais andrà ad addensare il fondo di cottura e si creerà una salsa saporitissima.
Impiattare e servire ben calde.

F.ederica

mercoledì 7 ottobre 2015

POLPETTE AL FORNO DI TONNO E RICOTTA

Ci avevo provato più e più volte a farle.
Ma il sapore era più quello del pane, del formaggio o delle uova.
Si insomma, sembravano più polpette di pane che di tonno, sempre.
Queste invece mi son venute benissimo, il tonno si sente, non immediatamente sotto i denti, ma si sente, eccome se si sente...
L'ingrediente segreto è la ricotta. Tiene insieme il tutto, è il collante perfetto per questa ricetta.
Queste polpette sono una tira l'altra, finiscono parecchio in fretta e potete divertirvi con i vostri ospiti a farli indovinare di cosa son fatti, vi assicuro non sarà facilissimo.
Son soffici e leggere proprio perché non son fritte, anzi anche questa è una svolta, la cottura in forno, con giusto un giro d'olio d'oliva per non farle seccare troppo.
Si preparano in 30 min, più il tempo dei preparativi prima della cottura ovviamente.
Io le ho servite come secondo, ma son perfette come antipasto, come stuzzichino e perché no anche per le feste dei piccoli ed i picnic di primavera.
Lo so, sto già pensando alle belle giornate ed è prestissimo, ma che ci volete fare?!
Amo l'autunno, ma odio l'inverno. Perciò mi porto avanti con i tempi e le idee primaverili.
Pronti alla lista della spesa e al procedimento della ricetta?
Eccola qui, alla prossima ricetta ragazzi.
E se le provate, come al solito, fatemelo sapere.
Accetto sempre suggerimenti e critiche (costruttive) ;)
A presto!!!


Ingredienti:
  • 250 gr di tonno sott'olio
  • 300 gr di ricotta vaccina
  • 2 uova piccole
  • 80 gr di pangrattato
  • 6 cucchiai di formaggio grattugiato
  • prezzemolo q.b.
  • olio evo q.b.
  • sale fino q.b.
  • pepe nero q.b.
Procedimento:
Per primissima cosa far sgocciolare accuratamente sia il tonno che la ricotta, separatamente.
CURIOSITA': io per star tranquilla li faccio sgocciolare per 30 min.
Quando avranno terminato di perdere reciprocamente l'olio e l'acqua, trasferirli in una terrina ed iniziare a sgranarli con una forchetta.
Unire poi le uova e sbatterle il tutto in modo tale da ottenere un composto schiumoso.
Lavare il prezzemolo nella quantità che si ritiene più giusto utilizzare, tritarlo finemente e unirlo al composto di ricotta, tonno e uova.
Unire poi il pangrattato, il formaggio, il sale ed il pepe.
Inseriti tutti questi ingredienti, lavorare ancora il composto per rendere tutto omogeneo.
Scaldare il forno impostando la temperatura a 180°C ed azionando la ventola.
ATTENZIONE: non importa se non si possiede un forno ventilato, basterà alzare la sua temperatura a 200°C.
Iniziare a preparare le polpette con le mani e posizionarle una per volta su una teglia precedentemente foderata da carta da forno.
Continuare fino a terminare il composto.
Irrorare con un filo d'olio ogni singola polpetta creata.
Infornare per circa 30 min, rigirando le polpette almeno 2 volte durante la cottura per evitare che si rosolino soltanto da un lato.
Quando saranno cotte, impiattare e servire ben calde.

F.ederica

mercoledì 18 febbraio 2015

FETTINE ALLA PIZZAIOLA

Buongiorno a tutti!!!
Forse su instagram avevate notato la foto del #PassoDopoPasso postato qualche giorno fa.
Si perché dovete sapere che mi diverto molto, quando i procedimenti delle ricette son facili e veloci, a semplificarli in uno schemino di 9 semplici passi. E devo dire che hanno sempre riscosso successo dopo la pubblicazione. Forse perché alla fine facilitano un po', si memorizzano bene tutti i passaggi e via, si è pronti a spadellare in semplicità e allegria.
Questa però non la considero una vera e propria ricetta, ma più un suggerimento per un piatto da gustare in maniera diversa dal solito.
Non so voi, ma io quando parlo di carne alla pizzaiola, immagino le fettine di carne fatte in più pezzi e messa a cuocere nel sugo, in modo tale da preparare in contemporanea sia il condimento per un primo piatto che un secondo piatto saporitissimo.
Ebbene, io adoro quel tipo di cottura, anzi, ne vado proprio ghiotta, ma è pur vero che è rarissimo che io mi metta a fare il sugo per mangiarlo durante la settimana.
Quindi quando penso alla carne alla pizzaiola, penso più ad una variante.
Un po' più easy, sbrigativa e sicuramente più leggera.
Il peperoncino è il tocco in più: opzionale a seconda dal gusto e dal gradimento.


Ingredienti per 2 persone:
  • 200 gr di fettine di manzo
  • 1 spicchio d'aglio
  • 10 pomodorini ciliegia
  • 10 olive nere 
  • 1 cucchiaio di capperi
  • prezzemolo q.b.
  • peperoncino q.b.
  • olio q.b.
  • sale q.b.
Procedimento:
Lavare accuratamente i pomodori ed il peperoncino.
Tagliare in 4 i pomodori e a rondelle il peperoncino, nelle quantità preferite.
Eliminare il nocciolo dalle olive, se presente, e tagliarle a rondelle.
In una padella antiaderente far scaldare un giro d'olio, intanto pulire uno spicchio d'aglio, tritarlo o schiacciarlo e farlo rosolare.
Aggiungere pomodori, capperi ed olive e far cuocere per qualche minuto.
CURIOSITA':  i capperi potrebbero dar fastidio a qualcuno, una soluzione potrebbe essere quella di sostituirli con qualche bacca macinata di pepe rosa, darà sapore, ma soprattutto  profumo al piatto.
Ridurre in più pezzi la carne, facendo in modo però di non rimpicciolire troppo le fettine, ed aggiungerli in padella, coprendo con il condimento che inizierà a insaporirli.
ATTENZIONE: io solitamente divido ogni fettina in 3 pezzi, non di più.
Cuocere sempre a fuoco medio.
Dopo qualche minuto aggiungere il peperoncino.
Rigirare una sola volta la carne in padella per evitare che diventi troppo stopposa.
Salare leggermente e pepare.
Lavare e tritare finemente il prezzemolo, aggiungerlo a fine cottura.
Impiattare ben caldo.

F.ederica

mercoledì 26 novembre 2014

BUONGIORNO AMERICA

Vi dirò la verità, la colazione non è mai stata il mio forte.
Cioè, non mi sono mai messa d'impegno per farla come si deve.
Dovrebbe essere il pasto più importante del giorno, ma per quanto mi riguarda può capitare anche di saltarla. Sbagliando lo so, ma capita o per mancanza di tempo perché preferisco rimanere qualche minuto in più sotto le coperte, o perché magari nel fine settimana mi sveglio tardi e penso che la colazione ed il pranzo sarebbero troppo vicini e tutti sappiamo essere una cosa che assolutamente non va bene.
Questa però era la volta buona per il brunch. La classica tarda colazione degli americani, che solitamente si fa in compagnia e fuori casa, ma nessuno ha dettato queste leggi, quindi...
Chi l'ha detto che si debba fare solo la domenica?
E soprattutto, chi l'ha detto che non si può mangiare il salato appena svegli?
Io non son d'accordo.
Preferisco mille volte di più mangiar qualcosa di salato che la classica brioche con cappuccino.
Poi ovviamente non c'è pranzo durante la giornata, ma una bella merenda di sola frutta e una cena ad un orario decente, ovviamente di verdure perché sennò sarebbe la fine dell'autostima non appena si sale sulla bilancia.
Questa però è stata la primissima colazione salata della mia vita e, mentre mangiavo, mi si è aperto un mondo!! Per prima cosa non si mangia nell'immediato momento successivo a quello di quando, spuntata fuori dal letargo, infili le ciabatte ai piedi.
Mi son svegliata con molta calma e intanto ho preparato tutti gli ingredienti, diviso e sbattuto le uova, cambiato padelle e abbrustolito bacon e pane.
Per questa tarda colazione mi son voluta cimentare nella preparazione di una frittata di soli albumi, condita un po' come una omelette, però dal sapore totalmente differente perché l'ho insaporita con della scorza di limone.
E' una buona idea anche per un pranzo da piatto unico o come secondo arrangiato con gli albumi scartati dopo la preparazione di una crema pasticciera o di particolari biscotti.
Se invece optate per il brunch come me, beh allora albumi nella frittatina e tuorli strapazzati a parte, ed eccovi qua il classico buongiorno americano, ma dritto dritto nella vostra cucina.
Il tutto accompagnato da un bicchierone di spremuta d'arancia. 
E non venitemi a dire che preferireste un cappuccino!!! ;)


Ingredienti per 2 persone:
  • 4 uova fresche
  • 1/2 scorza grattugiata di limone
  • prezzemolo tritato
  • 2 cucchiaio di formaggio grattugiato
  • 10 pomodorini
  • 1/2 cipolla bianca piccola
  • 200 gr di germogli di fagiolo Mungo (io ho usato quelli Bonduelle)
  • 1 cucchiaio d'olio
  • sale q.b.
  • pepe q.b
  • 6 fette di pancetta
  • 2 fette di pane integrale per tramezzini
Procedimento:
E' bene avere tutti gli ingredienti sott'occhio sul piano di lavoro.
Per prima cosa rompere 2 uova dividendo gli albumi dai tuorli.
Salare e pepare entrambe le parti a piacimento, mettere da parte i tuorli e iniziare a sbattere gli albumi con 1 cucchiaio di formaggio, metà del prezzemolo, ed infine insaporire unendo metà della scorza del limone precedentemente lavato.
Versare il composto in una padellina dal diametro abbastanza largo in modo tale da far venir fuori una frittatina piatta e larga (abbastanza da poterla condire e ripiegare come in foto).
ATTENZIONE: serve una padella che abbia un buon antiaderente per permettere di cucinare senza grassi aggiunti e perché ci facilita il ribaltamento della frittata.
Far cuocere a fuoco molto lento da entrambi i lati facendo attenzione nel rigirarla.
Una volta cotta procedere con lo stesso procedimento per la seconda frittata.
Intanto lavare i pomodorini e tagliarli a fette.
Tritare finemente la cipolla e farla appassire per qualche secondo in un altra padella con un cucchiaio d'olio, aggiungere e far rosolare a fuoco basso anche i germogli e i pomodorini.
A fine cottura mettere a scolare l'acqua che avranno perso i pomodorini, altrimenti annacqueranno tutta la frittata che essendo spugnosa assorbe tanto.
Quando entrambe le frittate di albumi saranno pronte impiattarle farcendole con il condimento appena preparato.
CURIOSITA': è possibile ovviamente condirle secondo i propri gusti: con soli pomodori, con formaggi, con soli germogli oppure si possono utilizzare altre erbe oltre al prezzemolo (basilico, menta, erba cipolline), aromatizzandola di più senza condirla obbligatoriamente.
Far strapazzare velocemente i rossi d'uovo nella padella dove son state cotte le frittate.
Con un pezzo di carta da cucina eliminare l'unto e lo sporco dalla padella in cui è stato preparato il condimento, rimetterla sul fuoco e far rosolare la pancetta da entrambi i lati fino a farla diventare croccante.
Mentre su una griglia o in un tostapane far abbrustolire i tramezzini, che successivamente per praticità converrà tagliare a metà.
Impiattare tutto quanto e accompagnare con un succo di frutta o ancora meglio una sana spremuta.

Con questa ricetta partecipo al contest "Un anno di colazioni: la Colazione Internazionale"
di Letizia in Cucina in collaborazione con FIMOra.



F.ederica

sabato 15 novembre 2014

LA DUCHESSA DI PARMA... SALATA

Amici miei, era da un sacco di tempo che volevo raccontarvi di questa ricetta, ma per via di un trasloco improvviso e di tutto ciò che ne è successo dopo, non sono mai riuscita a mettermi davanti al computer per scriverla e descriverla.
Il tutto è nato mentre io e Alberto eravamo a cena in un ristorante, qui a Parma.
Un ristorante conosciuto per caso, grazie a Gruopon e una delle sue offerte.
Un ristorante non proprio in centro, anzi, si trova subito fuori la città.
E già per questo, già prima di arrivarci, iniziava a non piacermi più, perché lo abbiamo raggiunto in bici. Una volta lì poi, ci ha dato più l'impressione di una pensione che di un ristorante, l'entrata era più un'uscita di sicurezza che una bella entrata, era tutto molto semplice, spoglio e poco accogliente; diciamo così.
In più abbiamo atteso un po' prima che qualcuno ci rivolgesse la parola.
Insomma, volevamo quasi andar via.
Non so voi, ma io quando sono a cena fuori guardo tutto. Scruto ciò che può esser scrutato.
Faccio caso alla pulizia, alla gentilezza del personale e a quello che ho intorno, non solo a ciò che mangio, a quatto aspetto e al prezzo.
Per farvela breve, al tavolo accanto al nostro avevamo una bimba di 2 anni che ha iniziato ad attirare la mia attenzione, ho iniziato a giocarci perché adoro i bimbi e così non ho fatto più caso a ciò che avessi intorno, quasi non calcolavo più il povero Albi.
Quando ci è arrivato il menù tra le mani, il pensiero di andarsene ormai era ben lontano.
Abbiamo mangiato benissimo e tra le varie specialità locali abbiamo assaggiato Le Duchesse di Parma, che tutti conoscono come dolce, ma in realtà ne esiste una versione salata.
Erano due mega polpette di pollo che avvolgevano un ripieno saporitissimo.
Non erano le classiche polpette fatte con carne macinata, per realizzarle erano state utilizzate le fette di petto di pollo richiuse molto cautamente a sfera.
Ho tentato di rubare qualche indizio al cameriere, Francesco, ci ho fatto amicizia alla fine.
Mi ha svelato che ogni chef la propone a modo suo ovviamente, aggiungendo o sostituendo qualche ingrediente.
Mi ha nominato il Marsala e la fecola di patate. Ed io in quel momento ero già in modalità REC per ricordare tutte le dritte e non perdermene neanche una in modo da riproporla poi a casa.
Qualche tempo dopo sono andata a fare la spesa e, nel chiedere il prosciutto al banco dei salumi, ho spiegato che mi serviva per fare questa ricetta.
Era la mia giornata fortunata: lì con me avevo una cordialissima signora che aveva lavorato nella cucina di un ristorante della città e che aveva preparato questa pietanza un sacco di volte, mi ha dato qualche dritta consigliandomi di lasciar perdere la fecola e che OVVIAMENTE il vino serviva, ma non il Marsala, meglio un vino chiaro.
La fecola non serviva a nulla, sarebbe bastato un po' di formaggio nella panna fresca.
Ci tengo a sottolineare che per mia praticità ne ho cambiato la forma. Anziché formare delle polpette giganti, ho arrotolato il petto di pollo, intero e battuto bene dal macellaio, in un unico involtino dalle dimensioni di un polpettone.
Ebbene, quel che segue è la storia della mia avventura con un petto di pollo, l'uso dello spago da cucina per la prima volta nella vita e di una piacevole scoperta, che quasi mi sarei persa se quella sera non avessi iniziato a giocare con la piccola Fabiana e a chiacchierare con il cameriere, per tornarmene a casa beccandomi solo una grossa delusione.
Una delusione innata in fin dei conti, perciò mi scuso anche.
Spero possiate gradire il tutto.
A presto!


Ingredienti per 4 persone:
  • 1 petto di pollo
  • 80 gr di burro
  • 1/2 cipolla bianca
  • 100 gr di prosciutto crudo di Parma
  • 50 gr di parmigiano reggiano in pezzi
  • 10 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 bicchierino di vino bianco
  • 250 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaio d'olio
  • noce moscata q.b.
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
Procedimento:
Tritare finemente la cipolla e metterla da parte per un po'.
Stendere su un piano di lavoro il petto di pollo, stendere sopra di esso le fette di prosciutto facendo attenzione a ricoprire bene il pollo, ma facendo attenzione a lasciare i bordi ben in vista. Fatto questo,  spargere qua e là il formaggio a pezzi.
CURIOSITA': il formaggio all'interno va aggiunto in pezzi abbastanza grossi per evitare che durante la cottura si sciolgano.


A questo punto bisogna munirsi di spago da cucina e/o di stecchini per chiuderlo e fare in modo di sigillarlo bene prima di metterlo in padella a cucinare.
Quindi, creare una sorta di involtino di grosse dimensioni, arrotolando su se stesso il petto di pollo ormai farcito, tenendo ovviamente il lembo senza farcia, verso l'esterno del polpettone.
ATTENZIONE: non è facilissimo chiuderlo e sigillarlo bene, io infatti ho usato sia lo spago alimentare che una buona quantità di stecchini.



In una padella antiaderente ed abbastanza capiente, tanto da far star comodo successivamente il mega involtino, far scaldare burro ed olio insieme e far appassire la cipolla, tritata precedentemente, a fuoco basso per evitare di far bruciare il burro e la cipolla stessa.
Dopodiché adagiare il mega involtino nella padella, alzare il fuoco e farlo rosolare bene da tutti i lati, aiutandosi a girarlo e rigirarlo con l'aiuto di due mestoli piatti o con una pinza.

 

Quando tutti i lati saranno ben rosolati e avranno preso il classico colore bianco del pollo, versarci sopra il vino e farlo sfumare.
Quando il vino si sarà asciugato quasi completamente, abbassare la fiamma del fornello ed unire la panna fresca.
Far cuocere per un paio di minuti, poi aggiungere il parmigiano grattugiato, il pepe e la noce moscata. Mettere il coperchio alla padella e far rapprendere la salsa appena creata.
Rigirare e smuovere ogni tanto l'involtino in modo tale da farlo cuocere bene.
In più con un cucchiaio, di tanto in tanto, prendere un po' di salsa e adagiarla sul dorso dell'involtino che in quel momento non è immerso.


La cottura durerà fino a quando la panna si sarà ristretta e sarà diventata un po' più densa.
Quando sarà passato il tempo della cottura, all'incirca di un'ora, spegnere il fuoco.
Mettere su un tagliere la duchessa, tagliare ed eliminare lo spago e gli eventuali stecchini.
Con un mixer ad immersione invece, frullare il fondo di cottura così da omogeneizzare anche la cipolla ed amalgamare bene tutti i sapori.
Assaggiare e sistemare di sale, solo se ce ne fosse bisogno.
Tagliare a fette la duchessa ed impiattare servendo con la crema al formaggio sul fondo del piatto e anche un po' sopra le fette (io per farne vedere bene l'interno non l'ho fatto).
Se dovesse avanzare, anche se dubito, può essere riposto in un contenitore con coperchio e in frigo per qualche giorno, per poi esser consumato dopo averlo riscaldato in microonde o passandolo per qualche minuto in padella.

Qui vi mostro la foto del piatto che mi è stato servito nel ristorante, con un contorno di spinaci al naturale saltati in padella.


Vi giuro che per esser stata la prima volta che copiavo questa pietanza, mi sono avvicinata veramente moltissimo al sapore di ciò che ho mangiato.
Mi son meravigliata di me stessa, ecco perché lo propongo anche a voi, perché io quasi mi son fatta i complimenti da sola, e giuro che non è da me!

F.ederica

martedì 24 giugno 2014

ADORATE E MITICHE POLPETTE

Oggi è Martedì, ieri Lunedì..
..e voi penserete "si Fede brava, e ieri l'altro era Domenica"!!!
Ebbene si, era Domenica, che è l'unico giorno della settimana che a me piace veramente, perché è l'unico giorno della settimana in cui anche se lavoro, so che è festa, so che quantomeno il calendario lo segna in rosso ed io adoro il rosso, così diventa festa anche dentro di me.
E' l'unico giorno della settimana in cui ho un po' di tempo per me stessa e per fare le cose da signorine, come dedicarmi alla mia manicure e al mio adorato smalto rosso, perché donne, non venitemi a dire che voi riuscite a mettere lo smalto rosso anche durante il tram tram di tutti i giorni?!
Se così fosse, beh io vi darei un diploma solo per questo.
Io devo chiedere le ferie a lavoro se ho voglia di applicare il rosso, il colore più assurdo e mio amico da sempre, bello da morire in qualsiasi nuance, ma anche dannatamente cattivo.
E' l'unico colore che secondo me non perdona né sbavature, né macchie.
Ecco perché amo la Domenica, perché faccio le polpette, metto su il sugo a cuocere e poi ho tuuutto il tempo di dedicarmi al mio smalto.
Nessuno mi corre dietro, sono in pace con me stessa e sono di buon umore.
E poi quando penso alla Domenica, ovviamente penso ai pranzi con la famiglia al completo, gli stessi a cui ero abituata da piccola.
Ricordo la lunga tavolata a casa di nonna con intorno tutti quanti riuniti nonni, zii, cugini e genitori e chi più ne ha più ne metta.
Ah, che bei ricordi!!!
Non succede più da un sacco di anni, essendo lontana da casa.
Posso solo chiudere gli occhi e immaginare di esser lì accanto a nonna mentre mette le mani sulla carne e sul vino e che con maestria e velocità crea le sue, ma anche mie, adorate e mitiche polpette.
Tutti abbiamo provato almeno una volta a farle e tutti sappiamo che alla fine le dosi degli ingredienti vanno un po' a caso. La mia nonna in fin dei conti è la prima che usa questa ricetta non ricetta.
Quando l'ho chiamata per farmi dire come le faceva, non la smettevo di sorridere, non mi diceva il numero delle uova, mi diceva che dovevo fare a casaccio, che tanto alla fine l'impasto lo avrei riconosciuto, che tanto lui avrebbe parlato da solo quando sarebbe stato pronto.
Ebbene, io quell'impasto non l'ho affatto sentito parlare, mai, neanche una parola ha spiaccicato, però le polpette son venute come quelle della mia nonna!
Tonde, belle, profumate e saporite.
Ecco come le facciamo noi.




Ingredienti per 4 persone:
  • 500 gr di carne macinata mista (vitello e maiale)
  • 2 uova
  • 1 spicchio d'aglio grande
  • 100 gr di formaggio grattugiato
  • 150 gr di mollica del pane
  • 3 cucchiai di latte
  • 1 bicchiere di vino rosso (o bianco, o in alternativa latte)
  • prezzemolo q. b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 1 lt di olio per friggere
Procedimento:
In un contenitore abbastanza capiente, versare tutto il macinato e fiondandoci all'interno le mani, iniziare ad impastare per sgranarlo e renderlo più morbido.
ATTENZIONE: la carne macinata ovviamente deve essere fresca, appena macinata insomma, più la si tiene in frigo dopo averla acquistata, più tende a cambiare colore e profumo e ovviamente non è affatto un bene. In più se acquistata in macelleria tanto meglio, noterete la differenza di colore con quella che solitamente è confezionata al supermercato o al minimarket sotto casa.
Tritare quanto più finemente possibile sia lo spicchio d'aglio che il prezzemolo.
Unire alla carne le uova, il latte, il sale ed il pepe senza esagerare, l'aglio ed il prezzemolo tritati, formaggio e pane, insomma tutti gli altri ingredienti.
Iniziare ad impastare per far mischiare bene tutto.
L'ultima volta che le ho fatte mi son bastate queste dosi, ovviamente però dipende da quanto son grandi le uova, potreste aver bisogno di più pane.
La prima volta che le ho fatte ho usato il pangrattato, son venute buone ugualmente, ma se si usa quello grattugiato più grossolanamente o la mollica del pane in cassetta leggermente ammollato nel latte in precedenza, l'impasto risulterà molto più morbido.
Una volta che l'impasto è pronto, non deve essere troppo morbido, né troppo secco per intenderci, versare il vino in un piatto piano, prelevare la quantità giusta di carne in modo che stia in un pugno, bagnarsi leggermente il palmo di una mano col vino e iniziare a creare le polpette, col classico movimento rotatorio delle mani.
Per ogni polpetta, bagnare un palmo della mano col vino.
Man mano che si creano le polpette metterle su di un altro piatto piano.
Se mentre si va avanti a formare le polpette, si nota che quelle già fatte si deformano, vuol dire che l'impasto è troppo morbido, quindi conviene rimetterle nell'impasto e aggiungere un altro po' di pane.
Una volta finito di fare le polpette, metterle in frigo a riposare fino a che non verserete l'olio in una padella antiaderente, larga, ma con i bordi di media altezza e finché non arriverà alla giusta temperatura per iniziare a friggere.
CURIOSITA': per capire se l'olio è pronto, ci immergo all'interno il cucchiaio di legno fino a fargli toccare il fondo, se sul fondo accanto al legno iniziano a spuntare le classiche bollicine della frittura, posso iniziare a friggere.
Tirare fuori dal frigo le polpette e iniziare ad adagiarle nell'olio molto delicatamente e non più di 8 per volta, l'olio altrimenti perde la sua giusta temperatura e la frittura non viene bene, non le renderà croccanti come dovrebbe.
Smuoverle sempre durante la cottura e tirarle via dall'olio quando saranno ben colorate, fare la prova assaggio aiuta sempre, ma attenzione che sarà ustionante.
Adagiarle su un foglio di carta da fritto o di carta assorbente per farle perdere l'olio in eccesso  e farle raffreddare.
Le polpette io le adoro così, solo fritte, ma son molto buone anche al sugo.
Per farle al sugo, durante il momento della frittura, non bisogna farle dorare e scurire, bisogna prelevarle dall'olio caldo un po' prima e si trasferiscono dopo averle tamponate un po', nella pentola del sugo già avviato, così da far terminare al suo interno la loro cottura.
Quando il sugo sarà pronto, lo saranno anche le polpette.
Se la frittura è stata fatta molto prima di mettersi a tavola e le polpette si sono ormai raffreddate un po' troppo, ricoprirle con un foglio di carta di alluminio e metterle per qualche minuto nel forno statico.
E' bello presentarle a tavola tutte insieme in un unico piatto, la coppa delle polpette è il massimo della goduria anche solo visiva. Le porzioni si faranno successivamente.



Se fate come noi, attingete direttamente con le mani dalla coppa!!!

F.ederica

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