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mercoledì 16 novembre 2016

CREMA DI FAGIOLI CON GAMBERI LARDELLATI

Buongiornoooooo...
E' l'ora delle confessioni di questo gelido mercoledì di Novembre!
Bene, son seduta sul divano con le gambe incrociate, ancora in pigiama, ricoperta da un soffice e super caldo plaid rosso e arancione, con una mano che digita lentamente i tasti del pc e l'altra che si riscalda disperatamente tenendo un tazzone di tisana ai frutti di bosco.
Io e il freddo siamo completamente incompatibili.
Penso al fuocherello acceso da mattina a sera a casa dei miei nonni, dei miei genitori e dei miei zii, mentre qui devo accontentarmi dei termosifoni e della borsa dell'acqua calda appresso, come fossi una vecchietta disperata...
Come non bastasse poi, vivo con un calorifero vivente.
Alberto il freddo non lo sente neanche se spalanco le finestre, figuriamoci la reazione dei riscaldamenti in casa: oh io son disperata.
Mentre uno muore dal caldo, sul divano c'è l'altra che muore dal freddo.
E siccome faccio in modo di riscaldarmi quanto più possibile, anche durante il pranzo non posso esser da meno. In questo periodo cerco sempre di tener cose bollenti in tavola.
E stavolta, ho optato per una crema di fagioli accompagnata da gamberi, a loro volta abbracciati da una fettina di lardo di Colonnata.
In questo genere di ricette, dove i legumi incontrano i sapori di mare e quelli di terra, l'ideale sarebbe stato usare i fagioli cannellini, ma io, in assenza dei primi, ho scelto di utilizzare i fagioli bianchi con l'occhio.
A differenza dei cannellini, rimangono un po' più integri dopo la cottura, ma io dovevo comunque frullarli, perciò non mi son creata il problema.
Il sapore è favoloso.
Ovvio, devono piacere tutti gli ingredienti.
Ma se si ha voglia di mangiare i legumi, non nella classica forma di zuppa, o con la pasta, provate anche voi questo accostamento e non ve ne pentirete.



Ingredienti per 2 persone:
  • 160 gr di fagioli con l'occhio
  • 1 carota
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1 foglia di alloro
  • 6 gamberi 
  • 9 fettine di lardo di Colonnata
  • olio d'oliva
  • sale grosso q.b.
  • pepe nero q.b.
Procedimento:
Mettere a bagno i fagioli per una notte, prima di iniziare con la ricetta.
CURIOSITA': il sapore dato dai fagioli secchi non è affatto paragonabile a quello dei fagioli in scatola, ma ovviamente si è liberi di scegliere quali usare per comodità e velocità di preparazione.
Cuocerli a zuppa in una pentola a pressione, per ridurre le tempistiche, oppure in una classica pentola, insieme ad olio, carota tagliata a pezzetti, la cipolla e la foglia di alloro.
ATTENZIONE: se cotti in pentola a pressione, basteranno 30 minuti dal fischio della valvola, altrimenti cuocendoli in una pentola normale, bisognerà cuocerli aggiungendoci dell'acqua man mano che si asciugherà, fino a cottura ultimata.
Io sono abituata a salare le zuppe e le minestre tutte alla fine, per evitare di rendere tutto troppo saporito.
Quindi, quando i fagioli saranno pronti, salare e pepare a piacere.
Unire un filo d'olio e frullare il tutto con il minipimer per creare una crema solida.
Mettere la crema di fagioli da parte e nel frattempo, pulire e cuocere i gamberi.
Eliminarne i carapaci, lasciandone testa e coda.
Eliminare il "filamento nero" dal dorso di ogni gambero, aiutandosi con una leggera incisione.
Ungere una griglia con dell'olio d'oliva, farla riscaldare e passare alla cottura dei gamberi.
Tenerli sulla griglia pr circa 1 o 2 min per lato.
Toglierli dal fuoco, avvolgerli con una fettina di lardo e rimetterli sul fuoco per fare in modo che il lardo si sciolga un po'.
Riscaldare la crema di fagioli, unendo le fette di lardo, così da insaporire di più e rendere il tutto più morbido e cremoso.
Impiattare in un piatto fondo, posare sulla crema di fagioli 3  gamberi per piatto e servire ben caldo, terminando con un filo d'olio e del pepe o se si preferisce, con dell'olio piccante.

F.ederica

mercoledì 13 aprile 2016

PIZZA DI PATATE

Questi giorni li ricorderò sempre in un modo o nell'altro come un periodo pieno di mille pensieri e mille emozioni: bimbi che nascono, anniversari imminenti, emozioni a fior di pelle che giorno dopo giorno mi fanno capire quanto può cambiare la propria vita da un momento all'altro senza neanche che tu te ne renda quasi conto. A volte voler prendere posto su un treno in corsa che ti passa accanto significa che hai voglia di cambiamenti e di metterti veramente in gioco.
Basta semplicemente tirar appena appena la testa fuori dal sacco e scopri che c'è letteralmente un altro modo da esplorare, vivere e condividere con tantissime altre persone.
Spesso ci soffermiamo a pensare quale sia il nostro destino, o se non ci piace pensare al destino, ci si catapulta ad immaginare il proprio futuro.

Alessandro Baricco ha scritto:

Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile.Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada.
Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?
Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.


In questo periodo sento di essere un parco affollato! Mi sento immersa nel verde, quel verde dalle sue mille sfumature, mi sento circondata da splendidi fiori rosa e bianchi che si muovono delicatamente accarezzati dal vento. A contatto sempre con un sacco di gente diversa, ognuno con i suoi guai, ognuno con i propri sogni, ognuno con la propria compagnia o solitudine.
Ma son certa di una cosa, è un bel momento, e sentirmi un parco fa di me una persona piena di emozioni e di sensazioni fantastiche, se in quel parco potessi organizzare un pic-nic però, porterei un cibo che fa bene all'anima, un cibo che rallegra ancora di più i cuori, un cibo che fa subito festa e compagnia... perché il bello di questa vita è che possiamo essere qualsiasi posto noi desideriamo d'essere, ma l'importante è esser lì con qualcuno che ti faccia sorridere e che ti voglia abbracciare!!!
Proviamo ad infornare insieme la pizza di patate?
Vi assicuro, che arriveranno baci e abbracci subito dopo...
A me è successo!!!


pizza di patate, ricetta, facile e veloce,

Ingredienti per una teglia da 20 cm Ø:
  • 500 gr di patate
  • 50 gr di farina tipo "00"
  • 30 gr di formaggio grattugiato
  • 30 gr di burro 
  • 1 uovo
  • sale fino q.b.
  • pepe nero q.b.
  • noce moscata q.b.
  • 1 mozzarella da 125 gr 
  • 7 fette di Strolghino di Culatello
Procedimento:
Far lessare le patate in abbondante acqua non salata.
CURIOSITA': spesso si ha il dubbio di quando mettere le patate nell'acqua, io le metto in acqua fredda, non aspetto il bollore, in questo modo la cottura sarà più uniforme e rimarranno più morbide.
Nel frattempo mettere a sciogliere e poi far raffreddare il burro.
Quando le patate saranno pronte, passarle sotto lo schiacciapatate raccogliendo il tutto in un contenitore ampio abbastanza per creare l'impasto comodamente.
Una volta schiacciate, unire l'uovo, il formaggio, la farina, il burro, il sale, il pepe e la noce moscata a seconda dei gusti.
Amalgamare tutto in maniera omogenea, dopodiché versare tutto in uno stampo rivestito da carta da forno, facendo in modo di creare un fondo completamente piano ed i bordi leggermente più alti, come a creare il bordo di una pizza.
Infornare poi a 200°C per circa 20 min.
ATTENZIONE: se durante la cottura dovesse gonfiarsi, con una forchetta forare semplicemente il fondo.
Per il condimento, tagliare a cubetti la mozzarella e farla sgocciolare ben bene.
Tagliare a striscioline le fette di Strolghino e tenerle da parte.
Passati i minuti di cottura delle patate, tirare fuori la teglia dal forno, cospargere la mozzarella sul fondo della "pizza" ed aggiungere anche il salame.
Infornare ancora per altri 15 min, o comunque fino a completo scioglimento della mozzarella.
Sfornare e far intiepidire leggermente prima di servirla.

F.ederica

giovedì 11 febbraio 2016

BURRO, SALVIA E... UN PO' DI PARMA NEL PIATTO

Ormai le mie giornate si dividono...
tra amici che mi chiamano anche per telefono per avere delle dritte per alcune ricette ed altri che mi prendono in giro perché sto sempre a parlar di cibo, in un modo o nell'altro.
E questo è verissimo, ma che ci posso fare???
Son circondata da amici buongustai che a loro volta, proprio come me, amano pranzi e cene in compagnia, che mi chiedono di poter assaggiare qualcosa ogni tanto, che quando passa più di qualche giorno dall'ultima pubblicazione di un post mi chiedono se ho spento i fornelli per le ferie... e via dicendo.
Perché dovete sapere che se online non mi seguono in tanti, nella vita reale è tutto l'opposto.
E questa è una soddisfazione grandissima per quanto mi riguarda.
Ancor di più quando leggono i post e poi mi chiamano per chiedermi chicche e segreti che credono che io in realtà non abbia svelato nella ricetta.
Vi svelo l'arcano: se e quando pubblico una ricetta, statene certi, scrivo sempre tutto quello che c'è da sapere. Non sono una di quelle che custodisce gelosamente le ricette.
Mi piace condividerle, altrimenti che l'ho aperto a fare un blog?!
Ad esempio, quella di oggi è una ricetta "sciuè sciuè", facile e veloce, con pochissimi ingredienti, ma che rende una sacco.
Magari non adatta a chi ha i livelli di colesterolo troppo alti, ma una volta ogni tanto io me la preparo. E' vero che non bisogna eccedere, ma son dell'idea che se il peccato si deve fare, allora si deve fare come si deve!!! Non siete d'accordo con me?
E poi... io adoro la pasta col burro pronta in 5 min, in questa versione però ho aggiunto, in onore alla città che mi ospita ormai da anni, il Prosciutto Crudo ed il Parmigiano Reggiano... tra gli spaghetti Barilla!!!
Cos'altro aggiungere?!



Ingredienti per 2 persone:
  • 180 gr di spaghetti n.5 Barilla
  • 100 gr di prosciutto crudo di Parma
  • 30 gr di Parmigiano Reggiano
  • 50 gr di burro
  • 2 foglia di salvia fresca
  • pepe nero q.b.
Procedimento:
Come primo step, tagliare a cubetti il prosciutto crudo.
CURIOSITA': io mi faccio sempre dare il fondino di crudo, è ottimo per questo genere di utilizzi e costa anche meno.
Scottarli velocemente in padella antiaderente, in modo tale da renderli semi croccanti.
ATTENZIONE: non bisogna farli cuocere troppo perché altrimenti risulterebbero veramente troppo duri e soprattutto super salati.
Nel frattempo far bollire l'acqua per la cottura della pasta. Salarla e buttare gli spaghetti.
A questo punto, in un pentolino a parte, far sciogliere il burro con le foglie di salvia precedentemente lavate e tamponate con della carta assorbente.
Quando gli spaghetti saranno cotti, scolarli e farli saltare insieme al burro, eliminando le foglie di salvia. Unire i cubetti di crudo, impiattare e cospargere di formaggio e pepe a piacimento.

F.ederica

mercoledì 20 gennaio 2016

RISOTTO IN ROSA... PER LE DONNE

Qualche tempo fa vi avevo accennato di ricette a cui tengo particolarmente.
Questa che vi presento oggi in realtà, l'avevo già pubblicata, ma poi ho deciso di metterla in stand-by per un po'. Non volevo che ci fosse una data ben precisa a dirla tutta, diciamo solo che avevo voglia di pubblicarla più avanti e così è stato, anche per non avere due ricette colorate a poca distanza di tempo l'una dall'altra.
Chi mi segue da tempo lo sa, ho fatto in modo di unire quante più ricette possibili, non solo mie ovviamente , con un comune "denominatore", il colore che li contraddistingue, son tutte vestite di rosa e viola sostanzialmente.
Tutte quante sono in una vera e propria raccolta.
Lo scrivo per chi ancora non lo sapesse: io non sopporto, nella maniera più assoluta, che si parli della violenza sulle donne soltanto un giorno all'anno.
Ecco l'unico e reale motivo della raccolta NOI, CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.
Volevo far qualcosa che potesse aiutare, ed ecco qui un altro mio contributo per la raccolta.
Può sembrare una sciocchezza agli occhi di molti, ma vi posso assicurare che non lo è!
Anche questa volta il mio piatto è colorato di rosa.
Bello da vedere, buono da gustare e facile da realizzare.
A voi ingredienti e procedimento.
Ricordatevi: basta il passaparola per aiutare!


Ingredienti per 2 persone:
  • 180 gr di riso carnaroli
  • 1 cespo di radicchio lungo di Verona
  • 1 fetta di speck tagliata spessa
  • 1/2 cipolla rossa
  • 1 tazzina di vino rosso fermo
  • 3 cucchiai d'olio
  • 40 gr di burro
  • brodo vegetale q.b.
  • parmigiano grattugiato (non obbligatorio)
Procedimento:
In una pentola mettere a bollire dell'acqua per farci sciogliere il dado vegetale (QUI trovate la ricetta di quello fatto in casa) o le verdure per farlo sul momento.
Preparare gli ingredienti principali, quindi ridurre a pezzi non troppo piccoli lo speck, lavare accuratamente, tamponare con carta assorbente e tagliare a listeranno anche il radicchio, separandoli e tenendoli da parte per ora.
Mondare e tritare finemente la cipolla.
Quando il brodo sarà pronto, prendere una padella grande e antiaderente, e su fuoco basso, far scaldare insieme sia metà del burro che l'olio, aggiungere la cipolla tritata e farla appassire dolcemente.
ATTENZIONE: unire l'olio al burro non vuol dire aggiungere grasso su grasso, il burro darà un sapore morbido al risotto, mentre l'olio serve per non farlo bruciare,così da non regalare un sapore amaro e sgradevole.
Versare il riso in padella, alzando leggermente la fiamma e farlo tostare, sempre smuovendolo con un cucchiaio di legno.
CURIOSITA': tostare il riso è importante, serve a chiuderne i pori aumentando la tenuta alla cottura, al contrario invece, non tostarlo, farebbe assomigliare il risotto più ad un riso bollito aggiunto poi al condimento. Per eseguire una buona tostatura, serve quindi una padella dal fondo sufficientemente ampio in modo tale che ci sia spazio per permettere al riso di tostarsi in maniera uniforme. Il tempo può variare tra i 5 e i 7 min, e in questo lasso di tempo è importantissimo non smettere mai di mescolare, il riso non si deve mai né attaccare né bruciare ovviamente. Infine, può considerarsi tostato quando i chicchi avranno mutato il colore e presenteranno alcune parti un po' più scure.
A questo punto, sfumare con il vino ed incorporare lo speck, farlo insaporire per qualche secondo dopodiché si può aggiungere il radicchio.
Inizierà ad appassirsi, a cacciare un po' di acqua e quindi il riso inizierà a prendere il suo sapore.
Dopodiché, mestolo dopo mestolo, unire anche il brodo, sempre senza smettere di smuovere il riso, come per qualsiasi risotto, fino a quando non raggiunge la cottura desiderata.
Quando sarà cotto, spegnere il fuoco, aggiungere l'altra metà di burro ed il formaggio se si preferisce, amalgamare per far sciogliere il tutto, coprire col coperchio e lasciar riposare e mantecare per 2 min.
Io ho usato un coppapasta, facendo attenzione a racchiudere lo speck tutto nel centro della formina, così da permettere ai miei ospiti di far scoprire a poco a poco, durante il pasto, il cuore saporito di questo risotto.

Con questa ricetta contribuisco alla raccolta di ricette:



F.ederica

martedì 20 ottobre 2015

DOLCI RAVIOLI CHE SPOSANO IL SALATO

Autunno + giornata libera dal lavoro per me possono significare solo una cosa:
stare in casa, al calduccio e dedicarmi alla cucina e al mio adorato blog.
Il tutto ovviamente sorseggiando delle ottime tisane calde, perché lo sapete bene, per me le coccole non devono mancare mai.
Questa che vi propongo oggi a dire il vero è una ricetta che ho provato l'autunno scorso, ma l'ho tenuta salvata in bozze fino ad ora perché quando è arrivato il momento giusto per proporvela, era passato il tempo delle zucche, e ci ho rinunciato per non fare figuracce.
Visto però che ci risiamo col freddo, con la voglia di piatti caldi e pieni di sapori e soprattutto visto che mi sto riempiendo la casa di tutti i tipi di zucca possibili e immaginabili, ho ricordato di averla messa in stand-by e l'ho recuperata per voi.
Non è assolutamente un piatto light, anzi, al contrario è un piatto bello ricco di sapori, ma che si sposano benissimo l'uno con l'altro.
Quel giorno eravamo in casa sia io che Alberto.
Volevamo a tutti i costi cucinare qualcosa utilizzando la nonna papera, che poi... chi lo sa perché si chiama così la macchina per tirar la sfoglia?! C'è qualcuno che mi sa illuminare?
In ogni caso, ci siam messi ad impastare e spignattare entrambi.
E nelle foto vedrete sia le mie mani che le sue, a dimostrazione che quel che dico è tutto vero!

Devo dire che se nn fosse stato per lui che mi ha insegnato un sacco di cose in cucina, io sarei rimasta col sapermi preparare solo un uovo sodo e con la paura di accendere il fornello del gas.
Non so se ve l'ho mai raccontato.
Giuro, non avevo mai acceso un fornello prima del periodo dell'università.
Poi vedendo lui che cucinava di tutto e di più, mi si è aperto un mondo.
Ora non vorrei osar troppo nel dire che in questo caso l'allieva ha superato il maestro, ma...
si, credo proprio sia successo!!! eheheh (^_^)

Ritornando a parlare della ricetta però, quel giorno, assaporando l'unione tra il dolce ed il salato ed il contrasto del croccante col soffice, ci ha fatti letteralmente innamorare.
Sicuramente a breve questo piatto sarà di nuovo sulla mia tavola.
Precisamente così come ve la mostro oggi.
Non cambierei nulla.


Ingredienti per 2 persone:
  • 200 gr di farina di semola di grano duro
  • 2 uova intere
  • 200 gr di zucca Delica pulita
  • 200 ml di latte intero
  • 200 gr di gorgonzola cremoso
  • 2 fette sottili di pancetta di maiale affumicata
  • noce moscata q.b.
  • sale fino q.b.
  • pepe q.b.
Procedimento:
La prima cosa da fare ovviamente è preparare la pasta.
Posizionare la farina a fontana su un piano da lavoro, aggiungere un pizzico di sale fino al centro della fontana e sempre nel centro, rompere le uova ed iniziare ad impastare fino ad ottenere una palla liscia ed elastica.
Avvolgerla con della pellicola alimentare e farla riposare in frigo per 30 min.
Nel frattempo preparare il ripieno dei ravioli.
Per prima cosa preriscaldare il forno a 200°C.
Fare a fette la zucca con uno spessore di qualche millimetro e disporle su una teglia ricoperta di carta da forno. Infornare per 15 min circa.

Sarà pronta quando si sarà ammorbidita senza però bruciarsi in superficie.
Tirarla fuori dal forno, trasferirla in un contenitore e schiacciarla con i rebbi di una forchetta in modo tale da ridurla in poltiglia.
Condirla leggermente di sale e noce moscata e farla raffreddare.
Passati i 30 min per il riposo della pasta, tirarla fuori dal frigo e iniziare a stenderla su un piano di lavoro, a mano con un matterello o con la sfogliatrice.
Bisogna ottenere delle sfoglie di pasta abbastanza sottili, ma mi raccomando non troppo da renderle impossibili da maneggiare.
Una volta ottenute le sfoglie, posizionare un po' di zucca sopra di esse, distanziandole un po' per permettere poi di riuscire a ricavare i singoli ravioli.


Una volta posizionato il ripieno dei ravioli, bisognerà con le dita leggermente inumidite con dell'acqua, passare tutto intorno al ripieno stesso, poi ripiegare la sfoglia come vedete in foto e pressare intorno al ripieno per far fuoriuscire tutta l'aria in eccesso.


CURIOSITA': l'acqua passata con le dita fungerà da collante tra i due strati di sfoglia, mentre la leggera pressione esercitata appena richiusa la sfoglia, servirà poi successivamente per evitare ai ravioli di aprirsi in cottura.
Fatto questo, tagliare e ricavare con un taglia biscotti o con una rondella da cucina i singoli ravioli, con l'aiuto delle mani e/o della forchetta poi pressare bene sui bordi per sigillare i lembi appena tagliati.
Disporli su un panno pulito e infarinato per farli asciugare un po'.
ATTENZIONE: io ho utilizzato la sfogliatrice e per evitare che mi si rompesse la pasta, sono arrivata fino al penultimo livello, poi però nello step successivo, ho schiacciato ben bene la pasta con mani e forchetta per  e renderla meno spessa.
Una volta finito con la preparazione dei ravioli, preparare il bacon.
Riscaldare bene il fondo di una padellino antiaderente, quando avrò raggiunto una buona temperatura, adagiarci le due fette di pancetta, farle rosolare bene sia da un lato che dall'altro. Quando saranno pronte, passarle su un pezzo di carta assorbente, eliminare l'eccesso di grasso che è ovviamente fuoriuscito, trasferirle su un tagliere e farle raffreddare per poi tritarle grossolanamente con un coltello.
Portare a bollore l'acqua per la cottura della pasta e nel frattempo dedicarsi alla fonduta.
In un pentolino, meglio se antiaderente, mettere a scaldare il latte ed il gorgonzola.
Mescolare per permettere al formaggio di sciogliersi in poco tempo.
Tenere in caldo per evitare che si addensi.
Quando l'acqua avrà raggiunto il bollore, salarla a piacere secondo i propri gusti e far cuocere i ravioli per circa 5 minuti, il tempo varierà a seconda dallo spessore della pasta stessa.
Impiattare i ravioli con sopra la fonduta di gorgonzola e la granella di bacon tritata.
Pepare il piatto a piacere e servire ben caldo.

F.ederica

giovedì 16 aprile 2015

RISOTTO AGLI ASPARAGI SPEZIATO E PROFUMATO ALLO ZAFFERANO

Ci son giorni in cui il tuo uomo ti meraviglia con sorprese e regali inaspettati.
Altri invece in cui, con tua grande meraviglia, lo vedi con in mano un bel mazzetto di asparagi, ma non un mazzetto qualunque, ma un bel mazzo di quelli selvatici.
Tirato magicamente fuori dalla valigia, al rientro dalle vacanze in Puglia, quasi come un coniglio bianco dal cilindro di un mago.
So che in molti faticano a trovarli in questo periodo, quindi mi sento fortunata ad avere avuto il piacere di impiegarli in qualche ricetta nella mia cucina. 
Ebbene si, chi mi segue su Facebook lo sa..
...ho postato la foto del mio bel mazzetto di asparagi ed ho chiesto consiglio su quale pietanza preparare, se una frittata o un risotto!
Ovviamente mi è stato risposto che era inutile pensarci, non potevo starmene lì a pensare sul da farsi, avrei dovuto preparare entrambe le cose. 
Effettivamente la quantità di asparagi lo permetteva, quindi...
Risotto per il pranzo di quel giorno e frittata per la cena del giorno successivo.
Perciò, ecco a voi il mio risotto speziato e profumato.


Ingredienti per 2 persone:
  • 180 gr di riso vialone nano
  • 400 gr di asparagi
  • 2 fette di speck tagliate spesse
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 tazzina di vino bianco secco
  • 50 gr di burro
  • brodo vegetale q.b.
  • parmigiano grattugiato (non obbligatorio)
Procedimento:
Preparare gli asparagi, tenerli a mollo in abbondante acqua fredda e bicarbonato.
ATTENZIONE: io ho utilizzato gli asparagi selvatici, ma ovviamente si possono utilizzare anche i classici asparagi o perché no, anche quelli bianchi.



Dopo 15 min circa, sciacquarli accuratamente e pulirli eliminandone la parte bassa e legnosa del gambo, piegandola si staccherà facilmente.
Per facilitare l'operazione successiva tagliarli a pezzi, non troppo piccini.
Far bollire in una pentola un po' d'acqua, immergerli e farli sbollentare per circa 5 min, devono diventare teneri e devono raggiungere un bel colore verde brillante.
Quando saranno pronti, scolarli e farli raffreddare.
Buttar via una parte di acqua di cottura degli asparagi, aggiungerne altra e farla arrivare di nuovo al bollore, e farci sciogliere all'interno il dado vegetale (QUI trovate la ricetta di quello fatto in casa) o le verdure per farlo sul momento.
Ridurre a pezzi non troppo piccoli lo speck (senza eliminarne la parte grassa).
Quando il brodo sarà pronto, pelare lo spicchio d'aglio e metterlo a scaldare in una padella ampia con la metà del burro.
Aggiungere in padella lo speck e farlo rosolare.
Quando lo speck avrà preso un po' di colore, unire anche gli asparagi.
Far saltare insieme in padella per qualche minuto, dopodiché aggiungere il riso in padella e con fiamma leggermente alta, farlo tostare smuovendolo sempre con un cucchiaio di legno.
CURIOSITA': tostare il riso è importante, serve a chiuderne i pori aumentando la tenuta alla cottura, al contrario invece, non tostarlo, farebbe assomigliare il risotto più ad un riso bollito aggiunto poi al condimento. Per eseguire una buona tostatura, serve quindi una padella dal fondo sufficientemente ampio in modo tale che ci sia spazio per permettere al riso di tostarsi in maniera uniforme. Il tempo può variare tra i 5 e i 7 min, e in questo lasso di tempo è importantissimo non smettere mai di mescolare, il riso non si deve mai né attaccare né bruciare ovviamente. Infine, può considerarsi tostato quando i chicchi avranno mutato il colore e presenteranno alcune parti un po' più scure.
A questo punto, sfumare con il vino, far insaporire per qualche secondo dopodiché si può iniziare ad aggiungere il brodo, mestolo dopo mestolo, sempre senza smettere di smuovere il riso, come per qualsiasi risotto, fino a quando il riso non raggiunge la cottura desiderata.
Quando ci si rende conto che il riso sta arrivando alla cottura desiderata, in uno degli ultimi mestoli di brodo, senza che sia pienissimo, far sciogliere una bustina di zafferano.
In questo modo la spezia si stempererà con l'acqua calda e si unirà bene ed in maniera omogenea al risotto, senza seccare il riso e gli altri ingredienti.
Quando il riso sarà cotto, spegnere il fuoco, aggiungere l'altra metà del burro, mescolare, coprire col coperchio e lasciar riposare e mantecare per 2 min.
Impiattare e servire ancora caldo e se si preferisce, spolverare con del parmigiano grattugiato.
Prenderà ancora più sapore se come tocco finale viene macinato del pepe nero sul momento o se si preferisce, delle bacche di pepe verde che regalano un pizzico di freschezza in più.

F.ederica

lunedì 9 marzo 2015

PENNETTE ALLA VODKA

Viene considerato il "piatto tipico degli anni '80", quando l'ho proposto per una cena con gli amici lo sapevano tutti tranne me.
E infatti non si sente nominare, nessuno la considera, nessuno la propone, c'è più di qualcuno che non l'ha neanche mai assaggiata, ma perché?!
Io stessa ho mangiato questo piatto solo 4 volte nella mia vita, e riesco a contarle perché è uno di quei piatti di pasta che mi piace da matti.
L'ho scoperta nel periodo universitario.. ad ora di pranzo, ero online, seguivo dei commenti in un forum che consigliavano di provarla, ed io ho seguito il consiglio.
Ricordo la voglia di scovare la ricetta e che una volta messa ai fornelli e impiattato, la pasta alla vodka è piaciuta molto a tutti.
Poi l'ho assaggiata a cena a casa di un'amica, lo chef in quel caso era il suo papà, quella da lui proposta era arricchita da gamberetti ed io mi sono letteralmente innamorata di quei gusti ben abbinati. Ci voleva il bis... grande il signor Eletto!!!
Poi l'ho riproposta aggiungendoci lo speck...
Ma il miglior abbinamento a mio gusto è quello provato per voi. Con la pancetta, è ottima.

Amate il gusto piccante del peperoncino, abbondate, non ve ne pentirete!!!



Ingredienti per 4 persone:
  • 360 gr di pasta corta rigata (io ho usato le pennette)
  • 150 gr di pancetta affumicata
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1/3 di peperoncino di Cayenna
  • 1/2 bicchiere di vodka
  • 1 bicchiere di passata di pomodoro
  • 1 bicchiere di pana fresca
  • olio q.b.
Procedimento:
Mondare e tritare grossolanamente la cipolla.
Tritare anche il peperoncino, ma questa volta molto finemente.
Ridurre a cubetti la pancetta.
In una padella antiaderente far scaldare un giro d'olio, dopodiché  far rosolare insieme sia la cipolla che il peperoncino, fino a far imbiondire la cipolla.
Aggiungere la pancetta e farla rosolare per farla colorare su tutti i lati omogeneamente.
CURIOSITA': la pancetta si può sostituire con dello speck oppure con dei gamberetti.
Alzare la fiamma del fornello e sfumare con la vodka, successivamente far evaporare il liquido.
Una volta fatto evaporare l'alcool, aggiungere la passata di pomodoro, abbassare il fuoco e farla rapprendere un po'.
ATTENZIONE: io non ho salato il sugo, vista la presenza della pancetta. Bisognerà assaggiare comunque per regolarsi a seconda dei gusti.
Quando il sugo si sarà ritirato, unire anche la panna e farla addensare sempre a fuoco lento.
Intanto mettere a cuocere la pasta fino a cottura desiderata.
Scolarla e farla saltare in padella con il sugo saporito.
Impiattare e servire ben calda.

F.ederica

lunedì 5 gennaio 2015

SPECK E BRIE... CONNUBIO PERFETTO

Rimango sempre stregata dall'accostamento dei sapori intensi, come in questo caso quello dello speck dell'Alto Adige e del formaggio Brie.
Uno salato e leggermente affumicato, l'altro un po' più dolce, delicato, ma al contempo deciso.
Ecco, mentre ero lì davanti agli ingredienti, ma anche ora mentre scrivo divento un po' come Rémy nel film d'animazione della Pixar: Ratatuille!!!
Vien voglia di chiudere gli occhi e gustarsi quello che questi sapori insieme ti regalano.
E' un concerto silenzioso di cose belle e buone, devi solo concederti il lusso di assaporare e cedere alla tentazione di non terminare tutti gli ingredienti prima ancora di mettere in cottura il riso per il pranzo con gli amici.
Il formaggio regala morbidezza in mantecata al riso, mentre lo speck aggiunge il tocco croccante che stacca con il resto del piatto.
La presentazione del piatto sta a voi, io mi son voluta divertire un po'.
Certo è che, anche impiattato semplicemente in un piatto fondo, gli ospiti gradiranno di certo!


Ingredienti per 2 persone:
  • 180 gr di riso carnaroli
  • 1 fetta di speck tagliata spessa
  • 60 gr di formaggio Brie
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1 tazzina di vino bianco secco
  • 2 cucchiai d'olio
  • 20 gr di burro
  • brodo vegetale q.b.
  • parmigiano grattugiato (non obbligatorio)
Procedimento:
In una pentola mettere a bollire dell'acqua per farci sciogliere il dado vegetale (QUI trovate la ricetta di quello fatto in casa) o le verdure per farlo sul momento.
Preparare gli ingredienti principali, quindi ridurre a pezzi non troppo piccoli sia lo speck che il formaggio (senza eliminare la crosta bianca), separandoli e tenendoli da parte per ora.
Mondare e tritare finemente la cipolla.
Quando il brodo sarà pronto, prendere una padella grande e antiaderente, e su fuoco basso, far scaldare il burro e l'olio insieme, aggiungere la cipolla tritata e farla appassire dolcemente.
ATTENZIONE: unire l'olio al burro non vuol dire aggiungere grasso su grasso, il burro darà un sapore morbido al risotto, mentre l'olio serve per non farlo bruciare,così da non regalare un sapore amaro e sgradevole.
Versare il riso in padella, alzando leggermente la fiamma e farlo tostare, sempre smuovendolo con un cucchiaio di legno.
CURIOSITA': tostare il riso è importante, serve a chiuderne i pori aumentando la tenuta alla cottura, al contrario invece, non tostarlo, farebbe assomigliare il risotto più ad un riso bollito aggiunto poi al condimento. Per eseguire una buona tostatura, serve quindi una padella dal fondo sufficientemente ampio in modo tale che ci sia spazio per permettere al riso di tostarsi in maniera uniforme. Il tempo può variare tra i 5 e i 7 min, e in questo lasso di tempo è importantissimo non smettere mai di mescolare, il riso non si deve mai né attaccare né bruciare ovviamente. Infine, può considerarsi tostato quando i chicchi avranno mutato il colore e presenteranno alcune parti un po' più scure.
A questo punto, sfumare con il vino ed incorporare lo speck, farlo insaporire per qualche secondo dopodiché si può iniziare ad aggiungere il brodo, mestolo dopo mestolo, sempre senza smettere di smuovere il riso, come per qualsiasi risotto, fino a quando il riso non raggiunge la cottura desiderata.
Quando il riso sarà cotto, spegnere il fuoco, aggiungere il brie, coprire col coperchio e lasciar riposare e mantecare per 2 min.
Impiattare e servire ancora caldo e se si preferisce, spolverare con del parmigiano grattugiato.
Io ho usato un coppapasta, facendo attenzione a racchiudere lo speck tutto nel centro della formina, così da permettere ai miei ospiti di far scoprire a poco a poco, durante il pasto, il cuore saporito di questo risotto.

F.ederica

domenica 21 dicembre 2014

LE CRESPELLE DELLA MIA MAMMA

Se penso alla mia mamma, penso ad una donna tutto fare, ad una mamma severa, ma sempre presente, penso ad una donna di casa sempre in movimento, ad un'amica con cui si può parlare di tutto pur pensandola diversamente su alcune cose, penso alla persona con i gusti più opposti ai miei possibili, e già.. in più penso ad una trottola, se esistessero, penserei ad una di quelle che non si fermano mai.
Insomma, cosa dovrei dire, è la mia mamma ed è ovvio che potrei star qui ore a scrivere, seppur non sia questo il luogo più giusto per farlo.
Poi però mi fermerei e inizierei a pensare anche un po' a me, a quella che sono e a quanto son cambiata nel corso degli anni, a quanto le somiglio fisicamente e non.
Non posso quindi non scrivere una ricetta sua, ma anche un po' mia, che adoro follemente.
Filante perché piena piena di formaggi, che so benissimo di dover evitare, ma che ci posso fare se mi piacciono così tanto dannazione?!
Se invece penso alla cucina della mia mamma, penso ad una cucina veloce, ma in cui non manca mai nulla, piatti classici con pasta al sugo, secondi e contorni, buoni da morire.
Ogni tanto esagera col sale nella carne alla pizzaiola secondo i miei gusti, ma salata o no, io l'ho sempre finita la mia porzione e magari anche chiesto il bis.
Mamma è una donna che non ha molto tempo per se stessa, ma si dedica a tutti col cuore e volentieri, non le piace sperimentare in cucina, ma quando ne ha voglia e le cose poi le riescono benissimo, allora quei piatti diventano i suoi cavalli di battaglia in pranzi e cene di famiglia e amici. E come fa le crespelle la mia mamma, non le fa nessuno.
"CHAPEAU, ALLA MIA MAMMINA!" :-D
Quindi, potevo non rubarle la ricetta?
Tanto non la supererei mai né in bravura, né in velocità...
Per la realizzazione di questo piatto si ha bisogno della preparazione di più ricette.
Poi dipende un po' da voi e dalla vostra buona volontà nel fare tutto in casa.
La prima cosa da fare sono le crespelle ovviamente: si possono preparare sul momento o preparare in precedenza, si conservano bene in frigo per un paio di giorni, si possono preparare anche più giorni prima, ma in quel caso andranno conservate in freezer e andranno tirate fuori al momento del bisogno per farle scongelare.
La seconda cosa da fare è la besciamella.
E qui ci sarà sicuramente qualcuno che borbotterà, pensando di fare il furbo e andarla a comprare tutta bella e pronta per risparmiare del tempo prezioso. Sarà una vostra scelta quindi, ma vi assicuro che il risultato non sarà affatto lo stesso e che non saprete mai cosa vi perdete, perché cambierà tantissimo il gusto, la delicatezza e la consistenza.
Io vi ho avvisati, poi però non dite che non ve lo avevo detto… :-)
Per la ricetta delle crespelle cliccate qui, mentre per quella della besciamella qua.


Ingredienti:
  • crespelle (io ne avevo 24)
  • 1 l di besciamella 
  • 200 gr di formaggio Fontina
  • 200 gr di formaggio Emmentaler
  • 200 gr di prosciutto cotto in due sole fette
  • burro q.b.
Procedimento:
Se si decide di preparare tutto nella stessa giornata, io consiglio di preparare prima la besciamella, così avrà il tempo di raffreddare ben bene, poi di procedere con la realizzazione delle crespelle in modo tale da farle riposare bene ed infine di assemblare il tutto.
Appena fatte o tirate fuori dal frigo, o addirittura scongelate che siano, stendere le crespelle sul piano di lavoro, io le ho messe tranquillamente sul tavolo da pranzo.
CURIOSITA': se si preferisce si possono posare su una tovaglia di plastica ben pulita, giusto per non ritrovarsi il tavolo a macchie d'unto rotonde.
Tagliare a cubetti entrambi i formaggi e le fette di prosciutto.
Quando gli ingredienti saranno pronti aggiungerli alla besciamella ormai freddata, mischiare tutto in modo tale da rendere il composto condito in maniera omogenea.
Con l'aiuto di un cucchiaio poi, adagiare questa crema condita su ogni crespella, facendo attenzione a dosare in maniera giusta per evitare di condirne troppo qualcuna e lasciarne un po' più vuote altre.


 

ATTENZIONE: bisogna fare in modo però di non riempirle tantissimo, per evitare l'impedimento della piegatura successiva della crespella.
Una volta finite di condire le crespelle, bisogna armarsi di un po' di pazienza, per richiuderle.
C'è chi le piega in 4, a fazzoletto, come le classiche crêpes dolci, qualcun altro tira su i bordi di ogni singola crespella per poi chiuderle a forma di fagotto con l'aiuto di un filo di erba cipollina, io invece (copiando sempre la mia mamma) le ripiego come quando si incartano i regali, prima piegando 2 lembi verso il centro, poi continuando, sempre verso il centro, con gli altri 2 che rimangono esternamente. Si devono formare dei rettangolini praticamente.

 


Dopodiché nascondo tutto posando la crespella con le pieghe verso il basso in una teglia.
E continuo così con tutte le crespelle a disposizione.
Una volta finito, mettere un pezzettino piccolissimo di burro su ognuna, e passarle in forno a 200°C per 20/30 min circa, fino a quando non si saranno dorate leggermente.
Passato questo periodo di cottura non cottura, perché alla fine non hanno molto bisogno, serve solo per far sciogliere bene la besciamella ed i formaggi all'interno, aspettare una decina di minuti prima di toglierle dal forno.
Questo tempo servirà per farle riposare si, ma anche ammorbidire in superficie.
Impiattare con l'aiuto di una spatola e un cucchiaio cercando di non romperle.
Vanno mangiate calde, ma bisogna fare attenzione a non scottarsi, l'interno sarà bollente.

F.ederica
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