sabato 15 novembre 2014

LA DUCHESSA DI PARMA... SALATA

Amici miei, era da un sacco di tempo che volevo raccontarvi di questa ricetta, ma per via di un trasloco improvviso e di tutto ciò che ne è successo dopo, non sono mai riuscita a mettermi davanti al computer per scriverla e descriverla.
Il tutto è nato mentre io e Alberto eravamo a cena in un ristorante, qui a Parma.
Un ristorante conosciuto per caso, grazie a Gruopon e una delle sue offerte.
Un ristorante non proprio in centro, anzi, si trova subito fuori la città.
E già per questo, già prima di arrivarci, iniziava a non piacermi più, perché lo abbiamo raggiunto in bici. Una volta lì poi, ci ha dato più l'impressione di una pensione che di un ristorante, l'entrata era più un'uscita di sicurezza che una bella entrata, era tutto molto semplice, spoglio e poco accogliente; diciamo così.
In più abbiamo atteso un po' prima che qualcuno ci rivolgesse la parola.
Insomma, volevamo quasi andar via.
Non so voi, ma io quando sono a cena fuori guardo tutto. Scruto ciò che può esser scrutato.
Faccio caso alla pulizia, alla gentilezza del personale e a quello che ho intorno, non solo a ciò che mangio, a quatto aspetto e al prezzo.
Per farvela breve, al tavolo accanto al nostro avevamo una bimba di 2 anni che ha iniziato ad attirare la mia attenzione, ho iniziato a giocarci perché adoro i bimbi e così non ho fatto più caso a ciò che avessi intorno, quasi non calcolavo più il povero Albi.
Quando ci è arrivato il menù tra le mani, il pensiero di andarsene ormai era ben lontano.
Abbiamo mangiato benissimo e tra le varie specialità locali abbiamo assaggiato Le Duchesse di Parma, che tutti conoscono come dolce, ma in realtà ne esiste una versione salata.
Erano due mega polpette di pollo che avvolgevano un ripieno saporitissimo.
Non erano le classiche polpette fatte con carne macinata, per realizzarle erano state utilizzate le fette di petto di pollo richiuse molto cautamente a sfera.
Ho tentato di rubare qualche indizio al cameriere, Francesco, ci ho fatto amicizia alla fine.
Mi ha svelato che ogni chef la propone a modo suo ovviamente, aggiungendo o sostituendo qualche ingrediente.
Mi ha nominato il Marsala e la fecola di patate. Ed io in quel momento ero già in modalità REC per ricordare tutte le dritte e non perdermene neanche una in modo da riproporla poi a casa.
Qualche tempo dopo sono andata a fare la spesa e, nel chiedere il prosciutto al banco dei salumi, ho spiegato che mi serviva per fare questa ricetta.
Era la mia giornata fortunata: lì con me avevo una cordialissima signora che aveva lavorato nella cucina di un ristorante della città e che aveva preparato questa pietanza un sacco di volte, mi ha dato qualche dritta consigliandomi di lasciar perdere la fecola e che OVVIAMENTE il vino serviva, ma non il Marsala, meglio un vino chiaro.
La fecola non serviva a nulla, sarebbe bastato un po' di formaggio nella panna fresca.
Ci tengo a sottolineare che per mia praticità ne ho cambiato la forma. Anziché formare delle polpette giganti, ho arrotolato il petto di pollo, intero e battuto bene dal macellaio, in un unico involtino dalle dimensioni di un polpettone.
Ebbene, quel che segue è la storia della mia avventura con un petto di pollo, l'uso dello spago da cucina per la prima volta nella vita e di una piacevole scoperta, che quasi mi sarei persa se quella sera non avessi iniziato a giocare con la piccola Fabiana e a chiacchierare con il cameriere, per tornarmene a casa beccandomi solo una grossa delusione.
Una delusione innata in fin dei conti, perciò mi scuso anche.
Spero possiate gradire il tutto.
A presto!


Ingredienti per 4 persone:
  • 1 petto di pollo
  • 80 gr di burro
  • 1/2 cipolla bianca
  • 100 gr di prosciutto crudo di Parma
  • 50 gr di parmigiano reggiano in pezzi
  • 10 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 bicchierino di vino bianco
  • 250 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaio d'olio
  • noce moscata q.b.
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
Procedimento:
Tritare finemente la cipolla e metterla da parte per un po'.
Stendere su un piano di lavoro il petto di pollo, stendere sopra di esso le fette di prosciutto facendo attenzione a ricoprire bene il pollo, ma facendo attenzione a lasciare i bordi ben in vista. Fatto questo,  spargere qua e là il formaggio a pezzi.
CURIOSITA': il formaggio all'interno va aggiunto in pezzi abbastanza grossi per evitare che durante la cottura si sciolgano.


A questo punto bisogna munirsi di spago da cucina e/o di stecchini per chiuderlo e fare in modo di sigillarlo bene prima di metterlo in padella a cucinare.
Quindi, creare una sorta di involtino di grosse dimensioni, arrotolando su se stesso il petto di pollo ormai farcito, tenendo ovviamente il lembo senza farcia, verso l'esterno del polpettone.
ATTENZIONE: non è facilissimo chiuderlo e sigillarlo bene, io infatti ho usato sia lo spago alimentare che una buona quantità di stecchini.



In una padella antiaderente ed abbastanza capiente, tanto da far star comodo successivamente il mega involtino, far scaldare burro ed olio insieme e far appassire la cipolla, tritata precedentemente, a fuoco basso per evitare di far bruciare il burro e la cipolla stessa.
Dopodiché adagiare il mega involtino nella padella, alzare il fuoco e farlo rosolare bene da tutti i lati, aiutandosi a girarlo e rigirarlo con l'aiuto di due mestoli piatti o con una pinza.

 

Quando tutti i lati saranno ben rosolati e avranno preso il classico colore bianco del pollo, versarci sopra il vino e farlo sfumare.
Quando il vino si sarà asciugato quasi completamente, abbassare la fiamma del fornello ed unire la panna fresca.
Far cuocere per un paio di minuti, poi aggiungere il parmigiano grattugiato, il pepe e la noce moscata. Mettere il coperchio alla padella e far rapprendere la salsa appena creata.
Rigirare e smuovere ogni tanto l'involtino in modo tale da farlo cuocere bene.
In più con un cucchiaio, di tanto in tanto, prendere un po' di salsa e adagiarla sul dorso dell'involtino che in quel momento non è immerso.


La cottura durerà fino a quando la panna si sarà ristretta e sarà diventata un po' più densa.
Quando sarà passato il tempo della cottura, all'incirca di un'ora, spegnere il fuoco.
Mettere su un tagliere la duchessa, tagliare ed eliminare lo spago e gli eventuali stecchini.
Con un mixer ad immersione invece, frullare il fondo di cottura così da omogeneizzare anche la cipolla ed amalgamare bene tutti i sapori.
Assaggiare e sistemare di sale, solo se ce ne fosse bisogno.
Tagliare a fette la duchessa ed impiattare servendo con la crema al formaggio sul fondo del piatto e anche un po' sopra le fette (io per farne vedere bene l'interno non l'ho fatto).
Se dovesse avanzare, anche se dubito, può essere riposto in un contenitore con coperchio e in frigo per qualche giorno, per poi esser consumato dopo averlo riscaldato in microonde o passandolo per qualche minuto in padella.

Qui vi mostro la foto del piatto che mi è stato servito nel ristorante, con un contorno di spinaci al naturale saltati in padella.


Vi giuro che per esser stata la prima volta che copiavo questa pietanza, mi sono avvicinata veramente moltissimo al sapore di ciò che ho mangiato.
Mi son meravigliata di me stessa, ecco perché lo propongo anche a voi, perché io quasi mi son fatta i complimenti da sola, e giuro che non è da me!

F.ederica

martedì 11 novembre 2014

CIAMBELLA + CACAO & - VANIGLIA

Quando penso ad un dolce da colazione che sia soffice soffice, l'unica ricetta che mi viene in mente è sempre quella del plum cake all'acqua. L'ho preparato già un sacco di volte, non è che mi abbia stufata, non ci riuscirebbe nessuno a stufarsi di un dolce delicato come quello, ma questa volta volevo anche qualcosa di cioccolatoso, ebbene si, io che avevo voglia di cioccolato o suoi affini… Ecco perché fuori piove da una settimana di fila!
Non sono una di quelle persone che affondano il cucchiaio nel vasetto di crema alle nocciole, non so perché, ma non mi piace molto.
E con questa confessione ora potrebbe venir giù anche il diluvio universale, perché credo sia una cosa più unica che rara e nessuno ci crede mai, ma è così.
Preferisco il cacao al cioccolato, quindi questa volta ho voluto aggiungerlo alla classica ricetta.
Questo dolce è famoso per la sua morbidezza dovuta alla presenza dell'acqua nell'impasto, quindi avevo paura che aggiungendo un altro ingrediente secco con dosi a caso, perché non sono una pasticciera, alla fine avrei solo tirato fuori dal forno un mattoncino più solido rispetto al solito. E invece no, è rimasto suuuuper morbido.
Credo proprio che sia il dolce più soffice del mondo.
Non era mia intenzione pubblicare la ricetta, solo perché era stata già vista e in giro sui blog l'hanno pubblicata in molti, ma poi mi è stata richiesta su Facebook e quindi, eccola qui, tutta per voi, quella che per me è stata la ciambella del lunedì.
A grande richiesta, la foto della buona riuscita (in tutti i sensi) e la sua rispettiva ricetta (con modifica sulla lista della spesa rispetto a quella del plum cake).



Dosi:
  • 250 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 130 ml di olio di semi vari
  • 130 ml di acqua
  • 250 gr di farina "00"
  • 30 gr di cacao dolce (o amaro, a scelta)
  • 1 bustina di vanillina 
  • 1 bustina di lievito
Procedimento:
In un contenitore rompere e sbattere le uova.
Unire lo zucchero e continuare a lavorare fino a raggiungere una cremina gialla.
Aggiungere l'olio e l'acqua a filo senza smettere di lavorare le uova.
ATTENZIONE: se non si possiede l'olio di semi vari, si può sostituire con qualsiasi altro tipo di olio sempre di semi, ma mai con quello d'oliva, il sapore sarebbe troppo forte e pungente, rovinerebbe il dolce.
Incorporare la farina, il lievito e la vanillina insieme e setacciando per non creare grumi.
A questo punto dividere l'impasto piuttosto liquido in 2 contenitori, facendo in modo di trattenere in un contenitore 1/3 dell'impasto ed i restanti 2/3 nell'altro.

In quello più abbondante aggiungere il cacao.
CURIOSITA': ovviamente io ho preferito il dolce più cioccolatoso, ma si può decidere. Per fare metà cacao e metà vaniglia, dividere il 2 parti uguali l'impasto ed aggiungere anche solo 15 gr di cacao. 

Imburrare e infarinare la teglia.

Versare prima l'impasto alla vaniglia e poi quello al cacao e con un coltello creare dei cerchi per miscelare un po' i due impasti, in modo da avere delle fette differenti una volta tagliate.
Infornare in forno preriscaldato a 180°C per 40 min a seconda dal forno.
Si cucinerà più facilmente fuori che dentro. Se si ha paura di bruciarlo perché il forno è molto caldo, abbassare la temperatura a 160°C e far continuare la cottura.

E se si dovesse bruciare in superficie, allora coprirlo con un foglio di alluminio.
Controllare comunque che sia ben cotto e solido all'interno con uno stecchino.
Far intiepidire o raffreddare completamente nel forno spento e chiuso.
Spolverare con zucchero a velo se si preferisce.

F.ederica

sabato 8 novembre 2014

BACCALA' FRITTO IN PASTELLA

Questa è una di quelle ricette che faccio una volta l'anno, che adoro da morire, ma che trovo scomoda da fare per colpa delle tempistiche di preparazione di questo tipo di pesce.
E' una ricetta italiana, ma non si capisce bene da dove provenga, perché ogni regione ha la sua, chi ci aggiunge il prezzemolo, chi la cipolla, chi entrambi, chi usa una pastella, chi un'altra, beh io preparo quella più semplice e classica.
Prima di cominciare urge una lezioncina per mettere i puntini sulle "i".
Perché in Italia spesso si tende a fare confusione tra stoccafisso e baccalà.
In realtà derivano sempre dal merluzzo, ma si tratta di due prodotti differenti.
La differenza? Sta tra l'essiccazione e la salatura.
Entrambi sono prodotti con metodi di lavorazione e conservazione che fanno sì che ognuno di loro abbia un gusto ed una consistenza differente rispetto al pesce fresco.
Lo stoccafisso viene essiccato mentre il baccalà viene sottoposto ad un processo di salatura o di salatura ed una successiva essiccazione.
Esistono due tipi differenti di baccalà: quello salato e quello salato ed essiccato.
In questa ricetta io ho utilizzato il baccalà salato ed essiccato.
Quindi ho dovuto metterlo a bagno per almeno 2 giorni, in frigo, cambiando l'acqua minimo 3 volte al giorno, questo per permettergli di riacquistare le sue forme originali, più gonfie e per perdere il sale della conservazione.
Prima di utilizzarlo, l'ho scolato e asciugato leggermente, con della carta assorbente; poi ho deciso di spellare e spinare con accortezza ovviamente, solo metà del pesce che avevo a disposizione, perché c'è chi non lo fa, sta un po' a voi.
Dopodiché mi sono dedicata alla frittura. E che frittura amici…
So che non è la cosa più sbrigativa del mondo e che non a molti piace, voi cosa mi dite?


Ingredienti:

  • 500 gr di baccalà già ammollato
  • 400 gr di farina di semola
  • acqua tiepida q.b.
  • 1/3 di cubetto di lievito di birra
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio di semi per friggere
Procedimento:
Dopo aver ammollato il baccalà e averlo fatto scolare un po' bisogna tamponarlo con della carta assorbente, cambiando i fogli di carta finché non si bagnano più.
ATTENZIONE: questa operazione è obbligatoria per evitare che l'olio a contatto con l'acqua non tamponata ci salti addosso durante la frittura, quindi procedere con calma, senza fretta.
In un piatto porre 100 gr di farina, il resto metterlo in una ciotola abbastanza capiente con del sale e del pepe a piacimento.
In un bicchierone, mettere dell'acqua tiepida, io uso quella calda del rubinetto, ma mi raccomando, non bollente.
A questo punto sciogliere il lievito all'interno.
CURIOSITA': se l'acqua è eccessivamente calda, il lievito si "cuoce", diciamo così, è come se si bruciasse e non farà più effetto.
Quando il lievito si sarà completamente sciolto, aggiungere a poco a poco l'acqua sulla farina.
Meglio aiutarsi con una frusta, farà amalgamare meglio tutti gli ingredienti.
Anche perché la pastella deve risultare abbastanza liquida.
finita quest'operazione, posare un piatto sulla ciotola e far riposare la pastella almeno 40 min a temperatura ambiente, lieviterà con calma.
Nel frattempo si può scegliere se tagliare il pesce a tocchetti per friggerlo a bocconcini, o se lasciarlo a pezzettoni grandi come ho fatto io.
Trascorso il tempo di lievitazione, mettere a scaldare dell'olio in una padella.
Per vedere se l'olio è alla giusta temperatura fare la prova con la pastella: con un cucchiaio prelevarne un po' e farla cadere delicatamente al centro della padella con l'olio, se inizia a sfrigolare l'olio è pronto. Eliminare la pastella di prova con un mestolo forato.
E' il momento di friggere, ma prima vi svelo un trucco.
Prendere il primo pezzo di pesce, passarlo nella farina messa da parte precedentemente, battere per eliminare l'eccesso, immergere il pesce nella pastella, dopodiché immergerlo nell'olio e aspettare che sia completamente dorato.
Il passaggio nella farina prima della pastella, serve per far aderire meglio la pastella.  
Quando la pastella avrà preso il classico colore dorato, scolare e mettere a raffreddare leggermente prima di impiattarlo e servirlo.

F.ederica


martedì 4 novembre 2014

IT'S COFFEE O'CLOCK

Carissimi,
e mi rivolgo a chiunque sia mai passato a fare un salto nel mio blog, si, anche a te che magari stai aprendo per la prima volta questa finestrella in mezzo al web, e che magari ti sei aggiunto al mio gruppo di amici… (è orrendo chiamarli seguaci).
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Potete contattarmi per avere informazioni sul prodotto, un parere su ciò che ho potuto provare fino ad ora e, ovviamente, per ricevere lo sconto.
Metto a vostra disposizione ben 10 buoni sconto.


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UNO Capsule System: 79,00 €
16 capsule illy: 6,49 €
16 capsule Kimbo: 5,99 €

** Il prezzo finale è a totale discrezione del rivenditore.

Fisso un limite di tempo massimo per farmi contattare per questioni pratiche e di tempo libero a disposizione.
Perciò, a partire da oggi, per i prossimi 30 giorni sono a vostra completa disposizione.

F.ederica
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