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mercoledì 16 novembre 2016

CREMA DI FAGIOLI CON GAMBERI LARDELLATI

Buongiornoooooo...
E' l'ora delle confessioni di questo gelido mercoledì di Novembre!
Bene, son seduta sul divano con le gambe incrociate, ancora in pigiama, ricoperta da un soffice e super caldo plaid rosso e arancione, con una mano che digita lentamente i tasti del pc e l'altra che si riscalda disperatamente tenendo un tazzone di tisana ai frutti di bosco.
Io e il freddo siamo completamente incompatibili.
Penso al fuocherello acceso da mattina a sera a casa dei miei nonni, dei miei genitori e dei miei zii, mentre qui devo accontentarmi dei termosifoni e della borsa dell'acqua calda appresso, come fossi una vecchietta disperata...
Come non bastasse poi, vivo con un calorifero vivente.
Alberto il freddo non lo sente neanche se spalanco le finestre, figuriamoci la reazione dei riscaldamenti in casa: oh io son disperata.
Mentre uno muore dal caldo, sul divano c'è l'altra che muore dal freddo.
E siccome faccio in modo di riscaldarmi quanto più possibile, anche durante il pranzo non posso esser da meno. In questo periodo cerco sempre di tener cose bollenti in tavola.
E stavolta, ho optato per una crema di fagioli accompagnata da gamberi, a loro volta abbracciati da una fettina di lardo di Colonnata.
In questo genere di ricette, dove i legumi incontrano i sapori di mare e quelli di terra, l'ideale sarebbe stato usare i fagioli cannellini, ma io, in assenza dei primi, ho scelto di utilizzare i fagioli bianchi con l'occhio.
A differenza dei cannellini, rimangono un po' più integri dopo la cottura, ma io dovevo comunque frullarli, perciò non mi son creata il problema.
Il sapore è favoloso.
Ovvio, devono piacere tutti gli ingredienti.
Ma se si ha voglia di mangiare i legumi, non nella classica forma di zuppa, o con la pasta, provate anche voi questo accostamento e non ve ne pentirete.



Ingredienti per 2 persone:
  • 160 gr di fagioli con l'occhio
  • 1 carota
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1 foglia di alloro
  • 6 gamberi 
  • 9 fettine di lardo di Colonnata
  • olio d'oliva
  • sale grosso q.b.
  • pepe nero q.b.
Procedimento:
Mettere a bagno i fagioli per una notte, prima di iniziare con la ricetta.
CURIOSITA': il sapore dato dai fagioli secchi non è affatto paragonabile a quello dei fagioli in scatola, ma ovviamente si è liberi di scegliere quali usare per comodità e velocità di preparazione.
Cuocerli a zuppa in una pentola a pressione, per ridurre le tempistiche, oppure in una classica pentola, insieme ad olio, carota tagliata a pezzetti, la cipolla e la foglia di alloro.
ATTENZIONE: se cotti in pentola a pressione, basteranno 30 minuti dal fischio della valvola, altrimenti cuocendoli in una pentola normale, bisognerà cuocerli aggiungendoci dell'acqua man mano che si asciugherà, fino a cottura ultimata.
Io sono abituata a salare le zuppe e le minestre tutte alla fine, per evitare di rendere tutto troppo saporito.
Quindi, quando i fagioli saranno pronti, salare e pepare a piacere.
Unire un filo d'olio e frullare il tutto con il minipimer per creare una crema solida.
Mettere la crema di fagioli da parte e nel frattempo, pulire e cuocere i gamberi.
Eliminarne i carapaci, lasciandone testa e coda.
Eliminare il "filamento nero" dal dorso di ogni gambero, aiutandosi con una leggera incisione.
Ungere una griglia con dell'olio d'oliva, farla riscaldare e passare alla cottura dei gamberi.
Tenerli sulla griglia pr circa 1 o 2 min per lato.
Toglierli dal fuoco, avvolgerli con una fettina di lardo e rimetterli sul fuoco per fare in modo che il lardo si sciolga un po'.
Riscaldare la crema di fagioli, unendo le fette di lardo, così da insaporire di più e rendere il tutto più morbido e cremoso.
Impiattare in un piatto fondo, posare sulla crema di fagioli 3  gamberi per piatto e servire ben caldo, terminando con un filo d'olio e del pepe o se si preferisce, con dell'olio piccante.

F.ederica

giovedì 28 gennaio 2016

CECìNA... O SE PREFERITE, FARINATA

Quasi un anno fa io e Alberto siamo andati a Pisa, per soli due giorni, così, tanto per approfittare delle belle giornate e del fatto che io non ci ero mai stata e lui voleva rivederla.
Come è nostro solito fare, quando abbiamo in programma una gita fuori porta, organizziamo le giornate in modo tale da godere, quanto più possibile, di tutto ciò che il posto ci offre.
Il tutto per approfondire al meglio arte, cultura, buon cibo e splendidi paesaggi.
E un anno fa come sempre, abbiamo iniziato a dare un'occhiata online per informarci al meglio.
Non avevamo mai sentito parlare della famosa Cecìna di Pisa, ma grazie al nostro carissimo amico Davide, super esperto in street-food, abbiamo assaggiato questa delizia.
Dispersi per i viottoli della città, abbiamo trovato il famoso Il Montino, una tavola calda ben recensita online, ed abbiamo deciso di assaggiare lì per la primissima volta questa sconosciuta...
A questo punto qualcuno si lamenterà del fatto che io non abbia scelto di assaggiarla a Genova.
Qualcun altro, graziandomi, mi farà passare liscio questo scivolone.
Ma come avrei potuto fare? Sentivo il suo buon profumo ovunque per strada...
Beh insomma, fintanto che ve lo scrivo, io mi son mangiata 2 porzioni di Cecìna calda calda.
E che dire: mi è strapiaciuta!!!
Ho sempre pensato poi di volerla rifare in casa, perché sostanzialmente gli ingredienti son semplicissimi, farina di ceci, acqua e sale, però mi chiedevo se fosse possibile ricreare con tanta facilità in casa una farinata buona come quella assaggiata?!
E' vero che gli ingredienti son semplici, ma sarebbe bastato miscelarli e metterli in teglia?
Non volevo accontentarmi, così prima di provarla in casa è passato all'incirca un annetto.
Un bel giorno, il 14 gennaio 2016 per l'esattezza, decido di tentare nella sua preparazione, ma prima di mettermi ad unire gli ingredienti, apro il mio blog, e nella home cosa trovo?


La ricetta della Farinata fatta da Laura, detta anche Pippi, del blog Io, così come sono.
Chi meglio di lei che è cresciuta a fette di Farinata poteva darmi suggerimenti,
quindi ho seguito la sua ricetta e mi sono fidata ciecamente, scoprendo anche che il segreto per una buona riuscita della ricetta, non sono tanto gli ingredienti e le dosi, quanto la teglia di cottura ed il forno a legna... che io ovviamente non ho, quindi perché aspettare ancora, tanto il forno a legna di certo non sarebbe arrivato quel giorno né il giorno dopo,
perciò, mi son messa ad impastare. Ed ho fatto benissimo, aggiungerei oggi.

Pronti a scoprire i passaggi e le curiosità di questa ricetta?
Prima di lasciarvi a ingredienti e procedimento però, permettetemi di salutare e ringraziare Laura per la sua disponibilità e grande gentilezza, anche nel darmi il totale consenso di prendere pari pari la sua ricetta.
Grazie ancora ^_^
Io ho soltanto dimezzato le dosi per prova.
PS non potevo non regalare a questa ricetta l'etichetta "regioni d'Italia".



Ingredienti per 1 teglia da 30 cm Ø:
  • 125 gr di farina di ceci
  • 375 ml di acqua fredda
  • 25 ml di olio evo + quello per ungere la teglia
  • 1 cucchiaino raso di sale fino
  • pepe q.b.
  • rosmarino q.b.
  • scorza di 1/2 limone (a piacere)
Procedimento:
In un contenitore che possa poi esser chiuso comodamente, stemperare la farina con l'acqua fredda ed il sale.
Mescolare con una frusta a mano o elettrica in modo da evitare che si formino i grumi. 
Lasciar riposare per almeno due ore coprendo il composto. 
Trascorso il tempo di riposo dell'impasto, con l'aiuto di un cucchiaio o di un mestolo forato, eliminare tutta la schiuma che si sarà formata in superficie.
Aggiungere l'olio e mescolare ancora, questa volta più delicatamente.
CURIOSITA': a questo punto, nell'impasto, si può aggiungere anche la scorza grattugiata di mezzo limone, regalerà un sentore fresco al palato, ma è opzionale.
Fatto ciò, ungere la teglia, versare il composto all'interno, che deve essere veramente liquido.
Bisogna rendersi conto anche dello spessore, la farinata non deve superare i 5 mm di altezza.
Infornare a questo punto in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 20 min.
Negli ultimi 5 min potete azionare il grill del forno, così da farla gratinare un po' in superficie.
ATTENZIONE: la teglia perfetta sarebbe un testo di rame stagnato, perfetto per la cottura al forno a legna, io l'ho cotta nel mio classico cornetto elettrico, ma ho scoperto in giro che per ottenere la classica crosticina della farinata, bisogna prima far scaldare ben benino l'olio nella teglia, dopodiché versare il composto facendo molta attenzione a non bruciarsi.
Quando è cotta, sfornarla e aggiungere una macinata di pepe nero e del rosmarino, tritato.
Senza impattare, tagliarla a fette e mangiarla come fosse un panino, senza troppi convenevoli, niente forchetta e coltello, bisogna sporcarsi e poi leccarsi le dita :)

F.ederica

lunedì 28 settembre 2015

FINTI BIGNE' DI FAGIOLI CON SALSA PICCANTE

E' vero, la frittura non fa bene, ma una volta ogni tanto qualche peccato di gola possiamo concedercelo dai...
Poi provare questa ricetta subito dopo le vacanze, durante le quali comunque non sono stata attentissima alla dieta, mi fa sentire meno in colpa! Sono onesta...
Qualcuno starà pensando che i fagioli non siano buonissimi, ma non immaginateli come è solito fare, in zuppa o con la pasta.
Conosciamo le ricette tradizionali, ed effettivamente non siamo molto abituati ad uscire dagli schemi. Perciò provarli travestiti da frittelle a me è piaciuto tanto.
Questi bignè son facili da fare anche perché ho utilizzato i fagioli precotti, non me ne vogliate!
Lo sapete che nella mia cucina si tentato tutte le strade, non solo quelle d'alta cucina.
Abbiate pietà perché poi altrimenti, ne son più che sicura, neanche la mia mamma tenterebbe le ricette che suggerisco qui sul blog :D
Per quanto riguarda la salsa, pensate ad un condimento versatile.
Buonissima per la carne. Ed è anche fantastica per le bruschette secondo me.



Ingredienti per i bignè:
  • 225 gr di fagioli cannellini precotti
  • 6 cucchiai di farina di riso
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 cipolla
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio di semi per friggere q.b.
Ingredienti per la salsa piccante:
  • 5 pomodori pelati
  • 3 peperoncini freschi
  • 1 cucchiaio d'olio
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1 spicchio d'aglio
Procedimento:
Per praticità consiglio di iniziare con la preparazione della salsa, in modo tale da farla raffreddare finché non saranno pronti i bignè.
Quindi, prendere i peperoncini, lavarli, eliminarne il picciolo, e metterli a bollire per 5 min in acqua non salata. Passati questi 5 min, scolarli (tenendo da arte l'acqua), e asciugarli ben bene con della carta assorbente da cucina.
ATTENZIONE: se non si vuole una salsa forte, prima di mettere a bollire i peperoncini, eliminarne i semini interni, così da diminuirne il potere piccante.
In un tritatutto inserire la cipolla tagliata precedentemente a pezzi grossi e lo spicchio d'aglio fatto a metà, tritare per qualche secondo e poi continuare ad inserire gli altri ingredienti: i peperoncini cotti, i pelati ben sgocciolati, l'olio ed il sale.
Tritare ancora in modo tale da ridurre tutto in salsa, dopodiché travasare tutto in un pentolino e far cuocere per 15 min circa, facendo sobbollire a fiamma bassa.
Quando sarà pronta, far raffreddare completamente.
A questo punto, dedicarsi ai bignè.
Scolare bene i fagioli dalla loro acqua di conservazione.
Tritare finemente sia l'aglio che la cipolla e metterli ad appassire in padella a fuoco lento con un giro d'olio, aggiungere anche i fagioli e farli cuocere per circa 15 min, son già cotti, ma devono ammorbidirsi completamente.
Ancora caldi poi, passarli sotto il mixer ad immersione e crearne una specie di mousse, per ammorbidirla leggermente aggiungere dell'olio a crudo e dell'acqua della cottura dei peperoncini, dopodiché per farla addensare, unire dei cucchiai di farina di riso (io ne ho aggiunti 6, bisogna procedere un po' ad occhio).
Quando l'impasto sarà pronto, mettere a scaldare in una padella l'olio per friggere.
Una volta arrivato a temperatura, friggere un po' d'impasto per volta.
Prelevare un po' di impasto con un cucchiaino, come per creare delle palline e posarlo delicatamente nell'olio, i bignè saranno pronti in pochi istanti.
Prelevarli con un mestolo forato, posarli su un foglio di carta per fritti per eliminare l'olio in eccesso, far raffreddare leggermente e servire con la salsa piccante ormai fredda.
CURIOSITA': molto probabilmente si possono utilizzare anche altri legumi per creare questi bignè, onestamente non li ho provati, ma il segreto sarà solo nella quantità di farina da aggiungere. Ogni legume conterrà una quantità d'acqua differente dagli altri, perciò procedere sempre ad occhio.

F.ederica

mercoledì 26 novembre 2014

BUONGIORNO AMERICA

Vi dirò la verità, la colazione non è mai stata il mio forte.
Cioè, non mi sono mai messa d'impegno per farla come si deve.
Dovrebbe essere il pasto più importante del giorno, ma per quanto mi riguarda può capitare anche di saltarla. Sbagliando lo so, ma capita o per mancanza di tempo perché preferisco rimanere qualche minuto in più sotto le coperte, o perché magari nel fine settimana mi sveglio tardi e penso che la colazione ed il pranzo sarebbero troppo vicini e tutti sappiamo essere una cosa che assolutamente non va bene.
Questa però era la volta buona per il brunch. La classica tarda colazione degli americani, che solitamente si fa in compagnia e fuori casa, ma nessuno ha dettato queste leggi, quindi...
Chi l'ha detto che si debba fare solo la domenica?
E soprattutto, chi l'ha detto che non si può mangiare il salato appena svegli?
Io non son d'accordo.
Preferisco mille volte di più mangiar qualcosa di salato che la classica brioche con cappuccino.
Poi ovviamente non c'è pranzo durante la giornata, ma una bella merenda di sola frutta e una cena ad un orario decente, ovviamente di verdure perché sennò sarebbe la fine dell'autostima non appena si sale sulla bilancia.
Questa però è stata la primissima colazione salata della mia vita e, mentre mangiavo, mi si è aperto un mondo!! Per prima cosa non si mangia nell'immediato momento successivo a quello di quando, spuntata fuori dal letargo, infili le ciabatte ai piedi.
Mi son svegliata con molta calma e intanto ho preparato tutti gli ingredienti, diviso e sbattuto le uova, cambiato padelle e abbrustolito bacon e pane.
Per questa tarda colazione mi son voluta cimentare nella preparazione di una frittata di soli albumi, condita un po' come una omelette, però dal sapore totalmente differente perché l'ho insaporita con della scorza di limone.
E' una buona idea anche per un pranzo da piatto unico o come secondo arrangiato con gli albumi scartati dopo la preparazione di una crema pasticciera o di particolari biscotti.
Se invece optate per il brunch come me, beh allora albumi nella frittatina e tuorli strapazzati a parte, ed eccovi qua il classico buongiorno americano, ma dritto dritto nella vostra cucina.
Il tutto accompagnato da un bicchierone di spremuta d'arancia. 
E non venitemi a dire che preferireste un cappuccino!!! ;)


Ingredienti per 2 persone:
  • 4 uova fresche
  • 1/2 scorza grattugiata di limone
  • prezzemolo tritato
  • 2 cucchiaio di formaggio grattugiato
  • 10 pomodorini
  • 1/2 cipolla bianca piccola
  • 200 gr di germogli di fagiolo Mungo (io ho usato quelli Bonduelle)
  • 1 cucchiaio d'olio
  • sale q.b.
  • pepe q.b
  • 6 fette di pancetta
  • 2 fette di pane integrale per tramezzini
Procedimento:
E' bene avere tutti gli ingredienti sott'occhio sul piano di lavoro.
Per prima cosa rompere 2 uova dividendo gli albumi dai tuorli.
Salare e pepare entrambe le parti a piacimento, mettere da parte i tuorli e iniziare a sbattere gli albumi con 1 cucchiaio di formaggio, metà del prezzemolo, ed infine insaporire unendo metà della scorza del limone precedentemente lavato.
Versare il composto in una padellina dal diametro abbastanza largo in modo tale da far venir fuori una frittatina piatta e larga (abbastanza da poterla condire e ripiegare come in foto).
ATTENZIONE: serve una padella che abbia un buon antiaderente per permettere di cucinare senza grassi aggiunti e perché ci facilita il ribaltamento della frittata.
Far cuocere a fuoco molto lento da entrambi i lati facendo attenzione nel rigirarla.
Una volta cotta procedere con lo stesso procedimento per la seconda frittata.
Intanto lavare i pomodorini e tagliarli a fette.
Tritare finemente la cipolla e farla appassire per qualche secondo in un altra padella con un cucchiaio d'olio, aggiungere e far rosolare a fuoco basso anche i germogli e i pomodorini.
A fine cottura mettere a scolare l'acqua che avranno perso i pomodorini, altrimenti annacqueranno tutta la frittata che essendo spugnosa assorbe tanto.
Quando entrambe le frittate di albumi saranno pronte impiattarle farcendole con il condimento appena preparato.
CURIOSITA': è possibile ovviamente condirle secondo i propri gusti: con soli pomodori, con formaggi, con soli germogli oppure si possono utilizzare altre erbe oltre al prezzemolo (basilico, menta, erba cipolline), aromatizzandola di più senza condirla obbligatoriamente.
Far strapazzare velocemente i rossi d'uovo nella padella dove son state cotte le frittate.
Con un pezzo di carta da cucina eliminare l'unto e lo sporco dalla padella in cui è stato preparato il condimento, rimetterla sul fuoco e far rosolare la pancetta da entrambi i lati fino a farla diventare croccante.
Mentre su una griglia o in un tostapane far abbrustolire i tramezzini, che successivamente per praticità converrà tagliare a metà.
Impiattare tutto quanto e accompagnare con un succo di frutta o ancora meglio una sana spremuta.

Con questa ricetta partecipo al contest "Un anno di colazioni: la Colazione Internazionale"
di Letizia in Cucina in collaborazione con FIMOra.



F.ederica

domenica 27 ottobre 2013

CICERI E TRìA A MODO MIO

E' arrivata l'ora della pubblicazione più casareccia che ci sia anche se è domenica.
Mentre ero in cucina, seppur a Milano, mi sono sentita di nuovo nella mia bella e adorata Puglia, almeno fino a quando non ho ripulito i piatti. Eh vabbè..

L'ultimo post pubblicato è stato quello della trìa, classica pasta fatta in casa leccese che si prepara poi con i ceci e che io non potevo non proporvi.
Passaggio dopo passaggio vi spiego come procedere.
Ovviamente se non si ha voglia di fare la pasta in casa si può procedere anche in maniera più semplice con una ricetta più basilare, fatta con la pasta che siamo abituati a mangiare solitamente, come ad esempio questa pasta e ceci , lontana dalla tradizione pugliese si, ma ugualmente invitante come tante altre ricette di cucina che si possono trovare in giro.

Ma bando alle ciance, iniziamo!!!



Ingredienti per 2 persone:

  • 100 gr di trìà
  • 100 gr di ceci secchi
  • 200 gr di polpa di pomodoro
  • 80 gr di gambuccio di prosciutto crudo in un'unica fetta
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1/2 cipolla
  • 2 spicchi d'aglio
  • olio q.b.
  • sale q.b.
  • pepe o peperoncino q.b.
  • brodo vegetale q.b.
Procedimento:
Lasciare per una notte intera i ceci a bagno in acqua fredda.
L'indomani mattina scolarli, passarli sotto l'acqua corrente e metterli in una pentola, ricoprirli di acqua fredda per due dita sopra il loro livello e farli andare a fiamma bassa.
Intanto fare a cubetti sedano e carota, tritare finemente la cipolla e 1 spicchio d'aglio e dopo circa 45 min di cottura dei ceci, aggiungerli in pentola.
Far cuocere per circa 2 ore a fuoco lento.
E' sempre bene avere in una pentola a parte del brodo sempre caldo, perché durante le due ore di cottura dei ceci, va sempre controllato il livello dell'acqua all'interno della pentola e se basso, bisogna traboccare il brodo vegetale caldo.
ATTENIONE: per ovviare alla lunga cottura dei ceci si possono usare i ceci precotti, ma ovviamente il risultato non avrà lo stesso sapore e la stessa consistenza.
Mentre si cucinano i ceci ci si può dedicare alla preparazione della pasta fatta in casa, la trìa, troverete la mia ricetta qui.
Tagliare a dadini il gambuccio e farlo rosolare in una padella antiaderente.
In un'altra padella far rosolare il restante spicchio d'aglio con due cucchiai d'olio e quando sarà soffritto toglierlo e aggiungere la polpa di pomodoro, salarla e farla cuocere lentamente.
Quando saranno quasi trascorse le due ore di tempo di cottura dei ceci, assaggiarli e regolarsi, se quasi pronti, iniziare a lessare la pasta.
Considerare i tempi di circa 5/7 minuti.
CURIOSITA': io ho fatto lessare la pasta per metà del tempo in acqua salata normalmente e per l'altra metà del tempo che richiedeva, insieme ai ceci in modo tale da farla insaporire maggiormente. 
L'ultimo passo, è quello di prendere una padella con dell'olio, friggere alcune strisce di pasta, metterle ad asciugare su della carta assorbente e farle raffreddare.
Quando tutto sarà pronto assemblare la pietanza.
Scolare la pasta e farla saltare insieme ai ceci, al sugo e al gambuccio rosolato, tutto quanto insieme e in un unico tegame per qualche minuto per far legare meglio i sapori.
Aggiungere a piacere il pepe e/o il peperoncino.
Impiattare e servire caldo, guarnendo il piatto anche con la trìa fritta.

F.ederica


Con questa mia personale ricetta inizio una pseudo-collaborazione con RicettaIdea.it

sabato 29 giugno 2013

MAXI BURGER DI CECI

E rieccomi qua, dopo un pochino di vacanza, tornata in città, in una grigia città direi.
Milano in questo periodo non ne vuol proprio sapere di farci assaporare l'estate.
Il freddo quindi mi fa tornare ai sapori di casa della nonna.
Avevo voglia del profumo dei ceci, ci stava bene col freddo di questi giorni, ma non ho voluto prepararli in una classica zuppa, ho preferito farne dei maxi burger.
Ricetta più semplice di questa non c'è... 



Ingredienti per 3 burger:
  • 250 gr di ceci già cotti
  • 1 uovo medio
  • 1 scalogno
  • 1 rametto di prezzemolo
  • 30 gr di formaggio grattugiato
  • 80 gr di pan grattato
  • 6 cucchiai d'olio
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • noce moscata q.b.
  • 1/2 succo di limone 
Procedimento:
Per prima cosa tritare a mano scalogno e prezzemolo, magari anche insieme così iniziano a mischiarsi i sapori.
Tenendo da parte il succo di limone, versare poi in un mixer tutti gli ingredienti ed azionarlo in modo da frullare ed amalgamare insieme tutto quanto.
Il composto deve risultare abbastanza morbido.
Dopodiché passare l'impasto su un piano spolverato con del pangrattato ed usando poi un coppapasta dal diametro di 8,5 cm riempirlo fino a metà altezza e cospargere ancora con del pangrattato, così dopo la cottura i maxi burger risulteranno belli dorati.
Dopo averli dato forma, posarli su un piatto e metterli a riposare ed a rapprendersi in frigo per 15 minuti.
CURIOSITA' : se mi avanzano spesso li metto in frigo anche dopo la cottura e il giorno dopo, riscaldandoli, sono ancora più buoni.
Tirarli fuori dal frigo e passarli in padella o su una piastra con dell'olio.
Io ho usato una padella e a dire il vero, quando li faccio taglio un pezzo di carta forno e lo poso sul fondo per facilitarmi nel rigirare i burger da un lato e dall'altro.


ATTENZIONE: se si decidesse di usare la carta da forno come ho fatto io non bisogna ungere molto la carta, ma basta irrorare un tantino la superficie dei burger.
Mentre sono in cottura, con una spatola da cucina, appiattirli leggermente per allargarli e renderli più bassi, così facendo si compatteranno ancora un po'.
Una volta pronti, impiattare mentre sono ancora caldi e spruzzare del succo di limone sopra, senza esagerare.

F.ederica
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